LA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS E L’ITALIA DEGLI ASINI E DEI CIARLATANI

 

psichiatra-milano

La   legalizzazione  della Cannabis e l’Italia degli asini  e dei ciarlatani

 

Giuseppe R.Brera

 

La verità oggettiva è un’idea che fa male alla politica del consenso. Più c’è verità più c’é ragione e autodeterminazione per il proprio bene e quindi meno potere , bisogno di controllori e di gente che specula consenso sull’ignoranza. Se poi qualcuno di noi crede che la verità sia di natura divina o almeno un mistero per la ragione, come è lecito filosoficamente, la sua violazione è un fatto che va oltre.Poco tempo dopo il tentativo fallito del governo Conte di legalizzare la vendita della Cannabis light ,la Cassazione penale   legalizza la coltivazione privata della cannabis a fini di consumo. Ancora una volta, dopo la legittimazione del suicidio assistito,  la violazione della verità  e della Costituzione appaiono la norma di uno stato in degrado culturale e morale. I dati scientifici su danni alla salute della Cannabis infatti sono impressionanti e condivisi dal mondo scientifico non dai ciarlatani.  Una meta-analisi del 2012 (Canada), evidenzia che la Cannabis aveva causato 287 morti, 10.553 anni persi per mortalità prematura, 55.813  anni per disabilità, 66.346 anni persi per disabilità riferite a cause specifiche come schizofrenia, tumori al polmone e incidenti stradali. Il rischio di disturbi schizofrenici è particolarmente grave ( da 2 a 9 volte superiore all’atteso )  quando l’uso inizia nell’adolescenza e in individui vulnerabili in cui la schizofrenia è slatentizzata, ( Semple DM 2005) in cui può apparire solo a una prova.  Lo studio NESARC del 2015 ,sulla qualità della vita e le conseguenze psichiatriche del consumo di cannabis, nicotina e alcool,  conferma che il consumo regolare della sola Cannabis più dell’alcool, è associato a più alti tassi di patologie psichiatriche ed è predittivo di un maggior rischio di disturbi da attacchi di panico con agorafobia, fobia sociale, disturbi bipolari. Uno studio svedese  su 49.321 soggetti,  mostra inconfutabilmente che il forte consumo di Cannabis raddoppia il rischio di tumore al polmone e  in Tunisia, di otto volte se al fumo della Cannabis è associato il tabacco. Studi epidemiologici dal 1993 al 2013 evidenziano che la Cannabis provoca disturbi cognitivi , alternando i centri per l’apprendimento e la memoria-di qui l’alto tasso di abbandoni scolastici  negli adolescenti consumatori-raddoppia gli incidenti stradali e  conferma la comparsa di psicosi anche nell’età adulta nei consumatori in età adolescenziale. La ricerca epigenetica e genetica corrobora in modo inconfutabile i dati epidemiologici: la cannabis è genotossica, rompe il DNA  dei neuroni con un meccanismo simile alla talinomide, induce il cancro in quanto silenzia geni onco-soppressori, e le alterazioni genetiche si trasmettono ai figli ( Reece AS, Hulse GK 2016). La dipendenza ha basi genetiche ed è trasmissibile (Stringer S e aa 2016). Chi si  droga trasmette ai figli un’alta probabilità di dipendenza a tutte le droghe. Danni neurologici ai feti, con alterazioni cognitivo-comportamentali nella vita adulta, sono causati dalle gestanti consumatrici. In Colorado dove la Cannabis è legalizzata c’è stato un aumento generale del 32% della mortalità  per incidenti stradali, un aumento di interventi di pronto soccorso del 29% e del 38% per intossicazioni acute  e di ospedalizzazioni , un aumento delle chiamate per il centro antiveleni del 72%, un aumento del 40% delle espulsioni da scuola rispetto al 2008 e un aumento della criminalità del 10%.  Le intenzioni al consumo di droga in caso di legalizzazione mostrano, che il 10% dei ragazzi non consumatori proverebbero la droga,  mentre il 18% dei consumatori ne avrebbe aumentato il consumo (spillover effect).  (Leggere expertize della SIAd) L’ipotesi che la legalizzazione porterebbe a una diminuzione dello spaccio illegale è falsa, perché aumenta l’uncinamento ad altre droghe anche per motivi genetici, con allegria della  criminalità organizzata. La sentenza  fattore  di unità nel  II° governo Conte ( governo psicodislettico ?) – provocherebbe inoltre un mercato illecito destinato ai minori, con stimoli per l’inclusione lavorativa dell’immigrato disoccupato a cui oggi è  maggiormente affidato il mercato e che, anche se condannato,  oggi viaggia a piede libero. I dati scientifici, pubblicati per intero su www.adolescentologia.it (Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza) e inviati a suo tempo , allo ex  Presidente della Camera, evidenziano una pregiudiziale di anticostituzionalità ai sensi dell’art.31 ( la dei minori) e 32 (tutela della salute pubblica).  Una legge per tutelare la salute di tutti, ispirata alla “Tolleranza zero”(Dupont 1986), ma avversata dagli apostoli della legalizzazione vincente sulla “Strategia di riduzione dl danno”, sarebbe invece necessaria: dove c’è un consumatore infatti dopo sei mesi ce ne sono 10. La droga si diffonde come una malattia infettiva. In Italia invece grazie anche all’azione anche di  ex Ministri della sanità, come La Turco o il fu Veronesi e di preti di frontiera come il Ciotti o il fu Gallo (tutti  pro PD),  è passata l’ignorante e perdente linea della “Strategia di riduzione del danno” che significava , “Fai consumare la cannabis per impedire il passaggio a “droghe pesanti”. Storico l’opuscolo del Lupo Alberto  distribuito nelle scuole dalla Turco: “Se proprio vuoi calare…”  ( le mutande ?- visto che era destinato alla prevenzione dell’AIDS). Diffusa nelle discoteche la droga promuove rapporti sessuali impulsivi.  La possibilità di percepire il consumo di droga è il maggiore fattore di rischio (Newcombe): i genitori sono avvisati, soprattutto nell’atmosfera lassista del tempo. Impensabili ragazzine, oggi, prendono la cannabis per placare le delusioni d’amore.  La famiglia, ( coesione, valori, fermezza)  e le qualità delle cure materne nella prima infanzia appaiono come fattori protettivi. C’è purtroppo il fondato sospetto di un “Usum delphini”  dei parlamentari che firmatari di proposte di legalizzazione  di cui ,secondo le “Iene” Il 32% è un drogato. I politici, oggi veramente “Orwelliani”, per amore del potere e dei suoi stipendi, si sono serviti sempre della droga per distrarre il paese e speculare sui voti o peggio. Uno di noi nel 1976, tre o quattro giorni prima delle elezioni , fu chiamato d’urgenza a salvare la vita al figlio di un altissimo esponente del PCI, (edema polmonare acuto), in coma per una dose tossica o un overdose, vincente poi le elezioni. Sarebbe invece necessaria una legge che obblighi i parlamentari a sottoporsi a un test individuante il consumo di droga, come fanno i piloti e dovrebbero fare gli insegnanti e il personale sanitario e a dimettersi se l’esame del capello è positivo.

Abbiamo assistito all’ultimo capolavoro della giustizia italica dopo la legittimazione del suicidio assistito: la Corte di Cassazione penale , ha legalizzato la coltivazione privata della Cannabis senza domandarsi delle conseguenze dirette e indirette sulla salute e sulla vita di terzi di tale atto e senza consultare, come avrebbe dovuto gli esperti in materia. Di fronte a tale sentenza , che contraddice quella della Corte Costituzionale che stoppa la legalizzazione della  vendita Cannabis light, legalizzante la coltivazione e il consumo e sicuramente il commercio della droga , i medici italiani, se vogliono difendere la salute della popolazione non possono  rimanere in uno stato d’ignavia e devono organizzare un’azione forte per contrastare la magistratura degli scellerati

*Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza,Direttore  Scuola Medica di Milanoe Centro di ricerca in Medicina centrata sulla persona.Person Centered Medicine Academy Director

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©Copyright Giuseppe R.Brera 2019 ( libera pubblicazione se autorizzata)

UNIVERSITA’: TUTTO TACE

psichiatra-milano

Il nuovo Governo diretto da un universitario, sembra non volere affrontare la proposta di una legge quadro  fatta dal prof.Giuseppe R.Brera, già candidato da una lobby internazionale di scienziati al Ministero dell’Università e della ricerca, partendo dai dati del fallimento del sistema universitario italiano,

Ci si domanda come sia possibile pensare allo sviluppo di un paese senza un sistema che valorizzi  il merito personale di studenti, docenti, ricercatori e libertà curriculari, con una vera autonomia degli atenei, fondando un vero diritto allo studio degli studenti.

Purtroppo il sistema universitario italiano è ancorato da leggi scellerate come la Prodi, Bassanini, Berlinguer del 1998 , di cui la legge Gelmini del 2010 è un fulgido compimento, con la creazione di una nuova forma: il merito di stato e gli esami di abilitazione alla docenza, con numero di ore d’insegnamento sancite per legge non per curriculum.

 

 

LETTERA DEL PROF.GIUSEPPE R.BRERA AL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA SUL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO

grbrera

 

LETTERA APERTA

 

Gentile Direttore

Spesso leggo sul Corriere e su altre testate rilevi critici sulla fuga dall’Italia di decine di migliaia di giovani talenti scientifici che trovano spazio ,libertà e valorizzazione in Università o aziende straniere. Tuttavia questo è  solo uno dei  sintomi del fallimento del sistema universitario e scientifico italiano, un’  emergenza  che da anni segnalo ai vari presidenti del consiglio  ma  ve ne sono molti altri.  La cosa incredibile è che nessuno  fino a oggi ha voluto mettere mano con serietà a una riforma del sistema i cui mali risalgono alla scellerata legge Prodi-Bassanini Berlinguer del 1998, di fatto anticostituzionale, perché investe lo stato di poteri di controllo del sistema -anche di chiudere le università – istituendo  inoltre a livello regionale un conflitto d’interessi per la nascita di nuovi corsi per il parere chiesto dal MIUR alle università del territorio ,pubbliche e private  per il rilascio dell’autorizzazione  a dare un valore legale ai diplomi. Questo potere del MIUR è tuttavia autoreferenziale e illecito in quanto “il valore legale”  dei diplomi accademici è inesistente sul piano giuridico, ai sensi dell’art 172 del DR 1592 del 1933. E’ in realtà un vecchio stratagemma burocratico per affermare un potere burocratico statale  di  controllo  sull’innovazione  accademica ,chiudendo così  il sistema.  E’ evidente che le università consulenti del MIUR , oltre a leggersi curriculum innovativi e a plagiarli, non hanno interesse alla concorrenza.   Questo ha generato in passato  vere trame mafiose , di cui sono stato testimone , e insieme a me altri rettori , penalizzando l’innovazione didattica e scientifica e il paese e danneggiandolo  anche  in aree delicate come la metodologia della formazione dei medici, oggi in Italia ancora al palo.  Infatti ancora  oggi non c’è docente in medicina , nelle università statali  formato all’insegnamento e non esiste in Italia un dipartimento in “Medical Education” se si eccettua in  un’Università libera di Milano che ne ha fatto la storia per l’innovazione  non solo in Italia, avendo un dipartimento e  l’unico dottorato di ricerca sulla materia esistente nel paese. ( Università Ambrosiana).    L’evidenza giuridica che non è possibile attribuire un valore legale ai diplomi accademici  dato che questo non esiste  crea una vicenda  kafkiana, quando si valutano tentativi di creare una discussione su sia meglio o no abolirlo, come ha fatto Monti. Infatti non si può abolire ciò che non esiste.  Allo stesso modo siamo  di fronte al paradosso  che un ente non possa  definirsi “Università”,  se non abbia corsi  che diano  diplomi con un valore legale inesistente. Siamo al delirio di onnipotenza burocratica .  Questo fatto  è stato asseverato  più volte da autorevoli costituzionalisti come Sabino Cassese   e avversato solo come idea da Luigi Einaudi, che voleva un’università “vergine da bolli”, profetizzando il  diplomificio a scapito della sostanza culturale , come anche il documento 218 del Senato del Marzo del 2011 ha asseverato. In poche parole siamo al paradosso che abbiamo un Ministero dell’Università e della ricerca “fuori legge” (con qualche bandito denunciato alla Magistratura)  e che un Rettore di un’Università statale  che conferisca un Diploma di laurea “in nome della legge”, come in una sentenza di condanna o di assoluzione, commette  un reato penale di “abuso di potere”.  In effetti per uno studente che ha sopportato anni di  batterie di esami di anche stupidi curriculum, istituiti per giustificare ruoli accademici pagati dal contribuente, ci vuole “un’assoluzione” dalla colpa di avere sopportato la  mediocrità  dei docenti italiani, salvo qualche eccezione. Il denominatore comune paralizzante l’Università italiana e l’innovazione accademica  è  il potere burocratico dello  stato  ,  aumentato a dismisura e costruito negli anni  da una vera cupola   targata MIUR- CUN-CRUI  che ha avuto negli anni la forza illecita di creare sempre più meccanismi burocratici ,naturalmente esigenti controllo , stipendi d’oro e privilegi a scapito dei giovani e della scienza. In qualche caso questo potere serviva per il controllo pre-ordinato dei concorsi, più prima del 2000. Vi sono stati docenti  che hanno inviato prima dei concorsi raccomandate prevedendo i vincitori. Oggi vige il sistema meritocratico della “Qualità di stato” istituita da uno dei tanti stolti ministri dell’Università che si sono avvicendati, che ad eccezione di due importanti ricercatori (il Profumo e la Carrozza) ma ininfluenti  e della  Moratti che ha creato le Università telematiche ,   hanno brillato per insipienza , fino al penultimo parto politico: la “Più meglio” che aveva persino falsificato i titoli accademici. Dopo la famigerata legge Prodi –Bassanini , nel 2000 è stata la volta della  “Zecchino”, salutata come un Nobel della giurisprudenza universitaria, perché finalmente rendeva libere le Università –rilascianti diplomi con valore legale inesistente-di fabbricare corsi ,  e ruoli accademici:  una sorta di IRI dell’università. Questa fulgida legge , che ha voluto adattare in malo modo il nostro sistema a quello anglosassone, istituiva lauree triennali e magistrali o “specialistiche a ciclo unico” (mancava il tandem), master di “primo” e “secondo” livello  e  consentendo alle Università statali d’istituire ad libitum corsi , il che significa ruoli accademici, pagati dai contribuenti,  veri vitalizi per la pensione ha  incentivato la fantasia accademica e la fame di ruoli- vitalizio.  Infatti in Italia un docente universitario anche se è ignorante, psicopatico o perverso è inamovibile.”. Una delle migliori pensate di questa legge è stato l’accesso ai Dottorati di ricerca dopo la laurea magistrale, cosi’ da determinare titoli presi a 30-32 anni (in media), in  confronto con la media degli altri paesi (ca a 25 -26 anni).  Ma questo poteva fare cassa per le Università, costringendo gli aspiranti ricercatori a iscriversi alla magistrale  e non obbligando lo stato a pagare i dottorandi.   Un vero successo per lo sviluppo del paese ! La fantasia accademica, dopo la “Zecchino” raggiunse livelli impensabili:   nacquero  dopo laurea triennale  i dottori in “Scienze e tecniche equine” ,  (Parma) celebrati da stalloni e purosangue “Distillazione della grappa” celebrati  dalle cantine e dalle osterie  venete e friulane-finalmente baristi  preparati ee molti  alti “dott” anche in mediazione culturale nelle trasmissioni  televisive. Finalmente   fisioterapisti   e gli infermieri  e laboratoristi  potevano chiamarsi “dottori” . Un anno più tardi  I Rettori,  che mai hanno promosso una riforma radicale del sistema  e spesso nullità scientifiche,  scesero in sciopero  perché lo stato non aveva più soldi per pagare i nuovi ruoli accademici  istituiti dai corsi triennali . Questo  fenomeno  è avvenuto solo in Italia .Dopo la  Zecchino e la parentesi Mussi ( creatore del famigerato ANVUR  cioè la  qualità di stato) contro ogni buon senso,  è stata la volta della riforma “Gelmini”.  Questa  luminare ,  ben addestrata da un funzionario del MIUR,  firmo’ un’altra legge  con evidenti elementi di anticostituzionalità e d’idiozia, come il numero di ore  fisso d’insegnamento per i docenti e i concorsi nazionali per le borse di studio , esami di abilitazione nazionale  e i concorsi per i posti di specialità medica, con un marchingegno burocratico per premiare economicamente le Università meritorie , e altre frignacce di tale genere La Gelmini realizzava  cosi la mussiana qualità di stato  e cristallizzava  il suo  potere  sull’Università  .  I risultati di questo sistema, chiuso tra mafiosità di vertice, scellleratezza  giuridica, illegalità , potere burocatico , privilegi parassitari,  interessi di partito sono evidenti  e hanno danneggiato il paese  rallentandone lo sviluppo.  Oltre al citato  all’esilio scientifico di migliaia di giovani, appare un numero di laureati  molto sotto la media OCSE e metà di Francia e Inghilterra, il penultimo posto per tasso di ricercatori in Europa, 35-40% di abbandoni virtuali (inattività) e reali dall’Università al secondo anno,  il 60 % in meno della spesa per studente rispetto agli USA e il 50% rispetto al Nord Europa,  enormi spese per il funzionamento   delle Università ,disoccupazione a un anno  dopo la laurea breve (34%) e la magistrale(30%)  e magistrale  a ciclo unico (51%) , penalizzazione delle Università del Nord, riduzione del 21% degli investimenti per il diritto allo studio, diminuzione dei ricercatori di ruolo (< 2258 unità dal 2000), senza contare i dati intangibili, come la mediocrità dei docenti universitari, non stimolati all’aggiornamento scientifico  didattico, in quanto il loro ruolo è un vitalizio per la pensione, salvo naturalmente le eccellenze. Il fatto è assolutamente grave soprattutto in Medicina, dove l’aggiornamento  del docente è legato alla salute della popolazione, attraverso la preparazione degli studenti. In Italia non c’è un docente formato a insegnare la clinica, se si eccettua un’Università libera a Milano, che senza una lira dallo stato ,ha cambiato il paradigma scientifico della medicina e della formazione del medico, di cui è leader indiscussa nel mondo, come anche la WHO ha riconosciuto e il cui Rettore è stato  autore di una legge quadro di riforma, pubblicata per impedirne plagi  di parte politica.

Il sistema universitario e scientifico attuale in Italia  è un’emergenza patologica  che penalizza grandemente il mondo del lavoro e produce disoccupazione e degrado culturale del paese, come ho avuto modo di segnalare al Presidente della Repubblica e sta nella centralizzazione e nell’esistenza di un controllo statale del sistema che lo chiude e nella confusione tra diritto allo studio e natura dell’Università. Dove i sistemi universitari  sono indipendenti dal potere , come negli USA, i risultati si vedono. Infatti nei primi 10 posti del rank internazionale  otto sono di Università americane. Il sistema università e ricerca per fiorire deve divenire aperto e le università come squadre sportive libere di arruolare i migliori giocatori, studenti e docenti,  incentivando così direttamente un merito personale , con il potere di arruolare ii docenti  e i ricercatori migliori e licenziare gli inetti. Dovrebbe essere  il mercato del lavoro e lo studente  il miglior arbitro della qualità di un Università, che avrebbe interesse a una certificazione di qualità dei corsi da enti privati, come avviene in Germania  e prescritto dall’ENQA., l’ autorità europea per la qualità delle Università.  Per questo è necessario che gli studenti acquisiscano un potere di valutazione del rapporto qualità /costo delle rette ,con un portafoglio autonomo dalla famiglia e  realizzando un vero diritto allo studio con una borsa per tutti  gli iscritti in regola con almeno il 70% degli crediti dell’anno precedente come ho proposto.  Sicuramente il tasso dei laureati aumenterebbe.  Questo  tuttavia comporta da parte dell’Università  la piena responsabilità autonoma, statutaria , organizzativa amministrativa, con l’attivazione virtuosa di una competizione tra gli atenei  sulla  qualità,  rendendo inutile un Ministero, che come un tumore,  invece  ha riprodotto metastaticamente  poteri centrali paralizzanti il sistema anche in modo illecito, come abbiamo detto, danneggiando il paese , l’innovazione e il mondo del lavoro.  Il merito di stato, istituito dalla legge Gelmini è un’idiozia ,incredibilmente figlia di un governo di centro-destra,  solo destinata a esasperare sistemi di controllo e il potere centrale.  Con un sistema centrato sulla persona dello studente e del docente invece   L’Università deve essere totalmente libera da ogni potere come anche Federico I° nella “Constitutio habita” aveva  promulgato nel 954 DC. e assumersi responsabilità statutarie, organizzative, amministrative  autonome totali. Questo eviterebbe scandali come è accaduto con l’Università di Siena , di passività pagate dai contribuenti   (250 milioni di euro) e i diciassette dipendenti  per un bollettino on line, come in un’ università  del Meridione. Questi fatti non esisterebbero se le Università dovessero fare i conti, per sopravvivere,  con le scelte degli studenti e delle famiglie, che verrebbero avvantaggiate dalla borsa mensile  (costo ca 10 miliardi), il costo del bonus Renzi.  Lo stato  ne risparmierebbe 13 all’anno.   Si eviterebbero  così  ruoli docenti vitalizi per la pensione, ma legati al merito come negli USA e nei paese del Nord Europa . L ’Università deve essere totalmente libera e un Ministero dell’Università e della ricerca , un CUN  non dovrebbero neppure esistere,  come negli USA- che annoverano nel rank mondiale 8 università tra le prime 10- perché i suoi funzionari , assecondati da Ministri di basso profilo,  da sempre ,  per potere giustificare il loro ruolo e gli stipendi  istituiscono  poteri di controllo , chiudendo il sistema, come si è verificato , danneggiando  lo sviluppo  e soprattutto i giovani.

 

Giuseppe R.Brera

Rettore dell’Università Ambrosiana

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scrivi al prof. Giuseppe R.Brera

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IL giornale la “Repubblica”,denunciato alla magistratura per calunnia e diffamazione nei confronti dell’Università Ambrosiana

 

Con un tempismo eccellente , la “Repubblica” già denunciata alla magistratura per calunnia e diffamazione nei confronti dell’Università Ambrosiana, ha ritirato fuori dall’archivio  un articolo diffamatorio dl 2009, arrivato dopo un mese da un articolo del Rettore  sul giornale “Padania” , in cui attaccava il sistema fallimentare del MIUR   e l’istituzione dell’ ‘ANVUR . L’articolo comparso su Internet ,inevitabilmente reitererà una nuova denuncia.  Un altro motivo motivante la Repubblica è l’azione legale promossa dalla SIAd, (Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolesscenza) di cui il prof.Brera è presidente contro Matteo Renzi, Beatrice Lorenzin, Pietro Grasso, per avere promosso la legge sulle Unioni civili delle persone dello stesso sesso,  violando gli art 31-32 della Costituzione ( tutela dei minori e della salute pubblica). Infatti le informazioni scientifiche sulla materia pubblicate su www.adolescentologia.it  sono state omesse e Grasso , nel Febbraio 2016 non ha bloccato la discussione della legge, come era dovuto, rinviandola alla Commissione,in quanto anti-costituzionale.

Probabilmente l’azione è finalizzata a contrastare la candidatura del Rettore, Giuseppe R.Brera, un autorevole scienziato,   al Ministero dell’Istruzione,Università e Ricerca, candidatura  sostenuta da scienziati e organismi internazionali. Il professore infatti ha introdotto nel mondo la Medicina centrata sulla persona , cambiando paradigma alla scienza medica,alla medicina e alla formazione del medico, cambiamento di paradigma proprio realizzato presso realizzato dalla Scuola Medica di Milano dell’Università, nel 1998 e formalizzato nel 2017 nel Congresso Internazionale : Medical science and health paradigm change, il 13-14-15 Ottobre 2017,presso l’ospedale di Niguarda.

La candidatura del prof. Giuseppe R.Brera , è stata dovuta al fallimento del sistema universitario e scientifico (leggasi altro articolo sul blog e nel sito www.unicono.it 

L’azione pionieristica dell’Università è stata molto apprezzata nel mondo a tal punto che nel 2011 la WHO (Organizzazione mondiale della sanità) ha invitato il prof.Brera a presentare l’innovazione mondiale nata in Italia , presso l’aula magna, per spiegare l’innovazione anche del concetto di salute. L’innovazione è stata costruita senza alcun onere per lo stato, per cui l’Italia , non solo  ha avuto merito, senza alcuna spesa, ma anche ostacolandola . La Lombardia invece ha sempre appoggiato l’attività accademica dell’Università, dando il patrocinio ai corsi post-univesitari e oggi insieme al Veneto , nell’autonomia, si  sta ispirando alla disegno di legge del prof.Brera.

L’Università Ambrosiana, Università libera di Milano, è stata l’unica in Italia a evidenziare che il MIUR è fuorilegge, e a non riconoscerne l’autorità, in quanto si attribuisce tutt’oggi il potere di dare una valore legale ai Diplomi Accademici, inesistente ai sensi del DR 1592-1933, fatto asseverato anche dal documento del Senato n° 218. Per questo paradossale illecito, ” l’Università ha diffidato il MIUR e denunciato tre funzionari  e due ministri (Gelmini e Giannini) per abuso di potere insieme al direttore dell’ACGOM  (omissione d’atti d’ufficio) che senza un esame dettagliato del fatto, aveva sanzionato l’Università in quanto si attribuisce il nome di “Università”, fatto possibile solo a enti “autorizzati” a dare un valore legale a un titolo, inesistente.  ”

La formazione erogata dall’Università Ambrosiana a medici di ogni specialità e pediatri con procedure di qualità (unica Università in Italia) ha permesso la cura con i principi della Medicina centrata sulla persona di ca 80.000 adolescenti italiani dal 1995. L’adolescentologia è infatti la seconda grande eccellenza dell’Università introdotta nel mondo nel 1993 dalla Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), ente partner dell’Università Ambrosiana.Purtroppo , grazie all’azione contraria del MIUR, che invece avrebbe il compito per legge di favorire l’innovazione, non è mai stato possibile far partire un Corso di laurea in medicina e Chirurgia. Nel 1999, quando fu avviata la procedura burocratica per un corso sperimentale orientato alla Medicina centrata sulla persona, le Università Statali Lombarde,riunitisi sulla materia per due volte, lo negarono, provocando anche l’uscita del Rettore dell’Università di Bergamo,  dal comitato per “mal di stomaco”. Infatti l’Università ha avuto nell’allora Rettore della Statale, il mediocrissimo Mantegazza, capo del Comitato Regionale Universitario, istituito da Prodi con una legge anti-costituzionale , istituente il diritto dello stato a sopprimere Atenei e  il conflitto d’interesse, in contrasto con l’art. 33 della Costituzione, un avversario,   Infatti il Mantegazza, statalista, non voleva una seconda facoltà di Medicina a Milano,per di più avanti, come ora nelle procedure formative.

Nel 2014, dopo una nuova proposta per l’istituzione di un triennio clinico di formazione sperimentale alla Medicina centrata sulla persona, due funzionari del MIUR, e il ministro Giannini, segnalarono l’ente alla AGCOM per “pubblicità ingannevole” per cui l’Università ricevette  una seconda sanzione. La cosa incredibile è che in Italia, l’innovazione universitaria  e scientifica deve essere difesa dalla Magistratura ! Su questa scia giornalisti ignoranti della materia, a partire da Paolo Mieli (nel 2006 direttore del Corriere della sera e feroce avversario di un’università libera , e la giornalista Elisabetta Sacchi, sono stati rinviati a giudizio per diffamazione dal Tribunale di Milano. Purtroppo il reato è stato prescritto.

Se il prof. Giuseppe R. Brera fosse il prossimo Ministro dell’Istruzione,Università e ricerca, oggi fallito, cosa che auguriamo al paese, il suo sviluppo sarebbe possibile dando un potere contrattuale e autonomia agli studenti.

Il centro sinistra, sulla scia della famigerata legge Prodi, Bassanini, Berlinguer del 1998,della legge Zecchino del 2000, della legge Mussi e Gelmini-paradossale per un ministro di centro-destra e che va sostituita con la nuova legge quadro pubblicata dal prof.Brera,  non si è interessato minimamente degli studenti italiani e dei ricercatori e dell’organizzazione di un sistema -universitario capace di garantire lo sviluppo del paese. Ha preferito la campagna elettorale tramite “Bonus” !

 

Ufficio legale dell’Università Ambrosiana

Il prof. Giuseppe R.Brera candidato al Ministero dell’Istruzione,Università e Ricerca

 

Renzi,  Gentiloni e prima Monti e Letta, sulla scia di Prodi, non hanno avuto a cuore i giovani e lo sviluppo del paese investendo sulla cultura e  hanno perso le elezioni. Il  Centro-Sinistra infatti  per l’Università e la Ricerca, ganglio vitale del paese, come appare dai dati impietosi, è fallito., come appare dai dati. Sono stati preferiti i bonus elettorali al suo sviluppo dalla parte degli studenti, ricercatori e di docenti, oggi stimolati solo alla mediocrità. Gli studenti, per ragioni di cassa degli atenei, sono  caricati come asini da curriculum spesso inutili o esauribili in un anno come “Scienze tecniche equine” (Parma) o “Distillazione della grappa” ( Trieste). Gli studenti universitari italiani oggi sono condannati per il 35-40% all’abbandono degli studi, o all’inattività, e in decine di migliaia all’esilio scientifico-professionale (51.000 nel 2016) e della fuga di grandi talenti (il 40% degli astrofisici francesi è italiano). Il MIUR del Centro Sinistra garantisce alti tassi di disoccupazione post-laurea ( a un anno il 51% dei laureati a ciclo unico sono disoccupati),  bassi tassi di laureati ( la metà di Francia e Inghilterra)e con un investimento alla metà degli stessi paesi e per il 60% inferiore a del Nord Europa. Per la ricerca l’Italia  è al penultimo posto in Europa per tasso di ricercatori e dal 2011 al 2015 il numero dei ricercatori, sottopagati e sfruttati per la maggior parte, è diminuito. Nel nostro paese i ricercatori sono due volte meno di Francia e Inghilterra, quattro volte meno della Germania, 9 volte meno del Giappone, 13 Volte meno degli USA. Dal 2006 il MIUR, guidato da inesperti e da burocrati ha fatto perdere al paese ca 5.000 euro.

Questa situazione è frutto di leggi burocratiche, stataliste,anti-costotuzionali e dilettanti   come le Prodi, Zecchino, Mussi, Gelmini , non dalla parte dei giovani. Il caso Gelmini (Centro-destra), che ha inventato la “qualità di Stato” e realizzato l’ANVUR del Mussi,  è stato  invece un esempio di dissidenza plagiata dai funzionari del MIUR.

 Per questi motivi  Il prof. Giuseppe R. Brera, lo scienziato che, alla guida  della Scuola Medica di Milano  ha teorizzato e insegnato  la Medicina centrata sulla persona, malgrado gli ostacoli del MIUR      cambiando il paradigma della scienza medica, della medicina e della formazione del medico , teorizzando un nuovo concetto di salute, già presentato su invito nel 2011 alla WHO,  è stato candidato presso la Presidenza della Repubblica Italiana al governo  del Ministero dell’ istruzione Università e  ricerca per la realizzazione del suo disegno di legge-quadro sull’Università e Ricerca,  pubblicato  nel 2010-Istituzione del Federalismo scientifico e Universitario- e non plagiabile dai furbetti di partito. Il disegno di legge progettato dal prof. Brera, liberalizzerebbe il sistema dando agli studenti e ai docenti un potere contrattuale, centrato sul merito personale e non istituzionale come ora.  Tutti gli studenti italiani (1milione  e 800.000) riceverebbero almeno 500 euro mensili dalle Regioni, con il 70%  dei crediti formativi  assolti nell’anno precedente e i docenti e i ricercatori potrebbero contrattare con le Università , a cui verrebbe data libertà accademica e amministrativa il loro stipendio, con un minimo di 2.000 euro per i ricercatori. Gli studenti all’interno delle Università avrebbero inoltre un potere di controllo della qualità accademica come nel Medio Evo, grazie alla re-istituzione della “Universitas”.   Il sistema universitario e scientifico sarebbe gestito dalle stesse Università, riunite in Fondazioni regionali indipendenti dalle stesse Regioni. Lo stato, a partire dal secondo anno risparmierebbe ca 13 miliardi senza contare i benefici industriali dall’aumento dei brevetti.  L’apertura del sistema garantirebbe il merito e la responsabilità personale facendolo decollare e gli studenti che diventerebbero arbitri dello stesso valutando costi delle rette, qualità dell’insegnamento e mercato del lavoro offerto dai laureati provenienti dagli atenei- con inizio di una sana competizione – con una grande autonomia economica dalle loro famiglie che risparmierebbero 6.000 euro all’anno. Il disegno del prof. Giuseppe R.Brera, prevede l’abolizione del non costituzionale esame di accesso alle Università, ritornando per medicina, lettere antiche e giurisprudenza, alla legge del filosofo Giovanni Gentile- fondatore del liceo classico e scientifico -che prescriveva gli studi classici come condizione di ammissione e che sarebbe estesa solo per medicina al liceo scientifico, con un anno di volontariato sanitario e una tesina di diploma sulla materia, nell’ultimo anno di liceo, per gli aspiranti medici. Il governo del prof.Brera prevede la formazione dei docenti e dei medici alla Medicina centrata sulla persona, con un risparmio di sofferenze e di  spese sanitarie, a regime, di ca 50 miliardi. La nuova Università del prof.Brera, decano dei Rettori italiani , definita da lui “Person centered University ” , darebbe all’Italia il sistema Università Ricerca più avanzato del mondo, libero sul piano accademico, a  cui parteciperebbero imprese da sole o consorziate , con l’erogazione di master e dottorati di ricerca.

Al  governo dell’istruzione, il prof.Giuseppe R.Brera, presidente della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza (SIAd) uno dei maggiori esperti del mondo sull’adolescenza e  che proprio ieri ha presentato un esposto contro la Bonino , il Della Vedova e il Tabacci, il presidente dei radicali e altri per la distribuzione gratuita di un Kg di MJ , a un comizio di Europa +, in un mese, con delle nuove idee, in un mese, farebbe cessare la diffusione dell’epidemia del consumo di droga tra gli studenti e il bullismo scolastico, cambiando radicalmente l’atmosfera culturale della scuola, come ha già realizzato parzialmente nel 2013 con “Youth science Italy”.

La candidatura del prof.Brera al Centro-destra è tuttavia” sub-condicione”, vincolata all’impegno da parte del Governo Italiano al riconoscimento di due convenzioni internazionali, la “ Universal Declaration of Youth Rights and Duties”,presentata dalla SIAd nel 1993, e “La Charte Mondiale de la Santè-the World Health Charter” presentata a Milano il 13 Ottobre 2017,presso l’Ospedale di Niguarda nel Congresso Internazionale: “Medical Science and Health Paradigm Change” .introducente il diritto universale alla salute e alla vita in ogni fase di sviluppo e di malattia. La candidatura del prof.Brera al  Governo è appoggiata da scienziati e organismi internazionali e darebbe all’Italia il sistema Università-ricerca più avanzato del mondo.

PER SAPERNE DI PIÙ

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UNIVERSITA E MIUR

WWW.HEALTHPARADIGMCHANGE.IT

WWW.UNIVERSITAAMBROSIANANEWS.IT-   

  WWW.ADOLESCENTOLOGIA.IT

WWW.PERSONCENTEREDMEDICINE.WORDPRESS.COM 

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L’atmosfera culturale e l’adolescenza

psichiatra-milano

ANNUNCIO CONGRESSO

 

Atmosfera culturale e adolescenza

 Antropologia cristiana, scienze della salute, politica: sinergia o conflitto

 

21 gennaio 2017

Sala San Satiro-Basilica di S.Ambrogio

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