Il prof. Giuseppe R.Brera candidato al Ministero dell’Istruzione,Università e Ricerca

 

Renzi,  Gentiloni e prima Monti e Letta, sulla scia di Prodi, non hanno avuto a cuore i giovani e lo sviluppo del paese investendo sulla cultura e  hanno perso le elezioni. Il  Centro-Sinistra infatti  per l’Università e la Ricerca, ganglio vitale del paese, come appare dai dati impietosi, è fallito., come appare dai dati. Sono stati preferiti i bonus elettorali al suo sviluppo dalla parte degli studenti, ricercatori e di docenti, oggi stimolati solo alla mediocrità. Gli studenti, per ragioni di cassa degli atenei, sono  caricati come asini da curriculum spesso inutili o esauribili in un anno come “Scienze tecniche equine” (Parma) o “Distillazione della grappa” ( Trieste). Gli studenti universitari italiani oggi sono condannati per il 35-40% all’abbandono degli studi, o all’inattività, e in decine di migliaia all’esilio scientifico-professionale (51.000 nel 2016) e della fuga di grandi talenti (il 40% degli astrofisici francesi è italiano). Il MIUR del Centro Sinistra garantisce alti tassi di disoccupazione post-laurea ( a un anno il 51% dei laureati a ciclo unico sono disoccupati),  bassi tassi di laureati ( la metà di Francia e Inghilterra)e con un investimento alla metà degli stessi paesi e per il 60% inferiore a del Nord Europa. Per la ricerca l’Italia  è al penultimo posto in Europa per tasso di ricercatori e dal 2011 al 2015 il numero dei ricercatori, sottopagati e sfruttati per la maggior parte, è diminuito. Nel nostro paese i ricercatori sono due volte meno di Francia e Inghilterra, quattro volte meno della Germania, 9 volte meno del Giappone, 13 Volte meno degli USA. Dal 2006 il MIUR, guidato da inesperti e da burocrati ha fatto perdere al paese ca 5.000 euro.

Questa situazione è frutto di leggi burocratiche, stataliste,anti-costotuzionali e dilettanti   come le Prodi, Zecchino, Mussi, Gelmini , non dalla parte dei giovani. Il caso Gelmini (Centro-destra), che ha inventato la “qualità di Stato” e realizzato l’ANVUR del Mussi,  è stato  invece un esempio di dissidenza plagiata dai funzionari del MIUR.

 Per questi motivi  Il prof. Giuseppe R. Brera, lo scienziato che, alla guida  della Scuola Medica di Milano  ha teorizzato e insegnato  la Medicina centrata sulla persona, malgrado gli ostacoli del MIUR      cambiando il paradigma della scienza medica, della medicina e della formazione del medico , teorizzando un nuovo concetto di salute, già presentato su invito nel 2011 alla WHO,  è stato candidato presso la Presidenza della Repubblica Italiana al governo  del Ministero dell’ istruzione Università e  ricerca per la realizzazione del suo disegno di legge-quadro sull’Università e Ricerca,  pubblicato  nel 2010-Istituzione del Federalismo scientifico e Universitario- e non plagiabile dai furbetti di partito. Il disegno di legge progettato dal prof. Brera, liberalizzerebbe il sistema dando agli studenti e ai docenti un potere contrattuale, centrato sul merito personale e non istituzionale come ora.  Tutti gli studenti italiani (1milione  e 800.000) riceverebbero almeno 500 euro mensili dalle Regioni, con il 70%  dei crediti formativi  assolti nell’anno precedente e i docenti e i ricercatori potrebbero contrattare con le Università , a cui verrebbe data libertà accademica e amministrativa il loro stipendio, con un minimo di 2.000 euro per i ricercatori. Gli studenti all’interno delle Università avrebbero inoltre un potere di controllo della qualità accademica come nel Medio Evo, grazie alla re-istituzione della “Universitas”.   Il sistema universitario e scientifico sarebbe gestito dalle stesse Università, riunite in Fondazioni regionali indipendenti dalle stesse Regioni. Lo stato, a partire dal secondo anno risparmierebbe ca 13 miliardi senza contare i benefici industriali dall’aumento dei brevetti.  L’apertura del sistema garantirebbe il merito e la responsabilità personale facendolo decollare e gli studenti che diventerebbero arbitri dello stesso valutando costi delle rette, qualità dell’insegnamento e mercato del lavoro offerto dai laureati provenienti dagli atenei- con inizio di una sana competizione – con una grande autonomia economica dalle loro famiglie che risparmierebbero 6.000 euro all’anno. Il disegno del prof. Giuseppe R.Brera, prevede l’abolizione del non costituzionale esame di accesso alle Università, ritornando per medicina, lettere antiche e giurisprudenza, alla legge del filosofo Giovanni Gentile- fondatore del liceo classico e scientifico -che prescriveva gli studi classici come condizione di ammissione e che sarebbe estesa solo per medicina al liceo scientifico, con un anno di volontariato sanitario e una tesina di diploma sulla materia, nell’ultimo anno di liceo, per gli aspiranti medici. Il governo del prof.Brera prevede la formazione dei docenti e dei medici alla Medicina centrata sulla persona, con un risparmio di sofferenze e di  spese sanitarie, a regime, di ca 50 miliardi. La nuova Università del prof.Brera, decano dei Rettori italiani , definita da lui “Person centered University ” , darebbe all’Italia il sistema Università Ricerca più avanzato del mondo, libero sul piano accademico, a  cui parteciperebbero imprese da sole o consorziate , con l’erogazione di master e dottorati di ricerca.

Al  governo dell’istruzione, il prof.Giuseppe R.Brera, presidente della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza (SIAd) uno dei maggiori esperti del mondo sull’adolescenza e  che proprio ieri ha presentato un esposto contro la Bonino , il Della Vedova e il Tabacci, il presidente dei radicali e altri per la distribuzione gratuita di un Kg di MJ , a un comizio di Europa +, in un mese, con delle nuove idee, in un mese, farebbe cessare la diffusione dell’epidemia del consumo di droga tra gli studenti e il bullismo scolastico, cambiando radicalmente l’atmosfera culturale della scuola, come ha già realizzato parzialmente nel 2013 con “Youth science Italy”.

La candidatura del prof.Brera al Centro-destra è tuttavia” sub-condicione”, vincolata all’impegno da parte del Governo Italiano al riconoscimento di due convenzioni internazionali, la “ Universal Declaration of Youth Rights and Duties”,presentata dalla SIAd nel 1993, e “La Charte Mondiale de la Santè-the World Health Charter” presentata a Milano il 13 Ottobre 2017,presso l’Ospedale di Niguarda nel Congresso Internazionale: “Medical Science and Health Paradigm Change” .introducente il diritto universale alla salute e alla vita in ogni fase di sviluppo e di malattia. La candidatura del prof.Brera al  Governo è appoggiata da scienziati e organismi internazionali e darebbe all’Italia il sistema Università-ricerca più avanzato del mondo.

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IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO

 

asino 3

 

 

da Giuseppe R.Brera- Il Federalismo scientifico ed Universitario . Università Ambrosiana. 2010

 

1.1 Università

 

L’ Università  italiana non valorizza le risorse e le intelligenze dei giovani. Nello score internazionale la  Scuola Normale Superiore di Pisa,  occupa il 112° posto, seguita al 180° posto dalla Scuola Superiore Sant’Anna e al 198° posto dall’Università di Trento. Tra la posizione 200 e 250 si trovano poi l’Università di Bologna,  il Politecnico di Milano e la Sapienza di Roma.

Per le umanistiche le cose vanno meglio: il nostro Paese è al 42° con la Sapienza di Roma, al 60° posto con la Scuola Normale Superiore di Pisa e all’82° posto con l’Università di Bologna.Nelle classifiche dei 100 migliori atenei in campo medico e delle scienze umane non compare invece nessuna università italiana.

Dalle statistiche del Comitato Nazionale della valutazione del sistema universitaria (soppresso dall’ANVUR )appaiono dati che documentano l’insipiente lavoro fatto da un sistema statale e centralizzato e che possono essere riassunte schematicamente come il desolante risultato di governi governati da un sistema di potere burocratico-universitario-statale:

  1. Non realizzazione titolo V della Costituzione: devoluzione dell’istruzione alle Regioni e accentramento statale della formazione universitaria e della ricerca, con effetti disastrosi per l’economia.

nota: il Governo Renzi, vorrebbe abolire con il Referendum l’art.5,statalizzando un sistema fallimentare non realizzando il diritto allo studio, dando risorse agli studenti, rendendoli liberi di scegliere il miglior ateneo,come ho proposto da tempo. E’ necessario abolire un sistema parassitario centrato sul potere illecito del MIUR 

  1. Basso numero d’immatricolati ( a livello di preriforma del 1999): 51 % dei 19 enni/ 2007-2008 , il 68,9 % dei diplomati con un calo del 6,1 % dal 2002-2003: il pezzo di carta esercita sempre meno fascino. Scarse motivazioni dunque a iscriversi all’Università. Contrazione delle iscrizioni : nel 2015 < 20%.

Nel dettaglio, il numero totale di iscritti, aumentato successivamente all’avvio della riforma, aveva raggiunto un picco di quasi 1.824 mila iscritti nell’anno accademico 2005/06 ridottisi nell’anno accademico 2007/08 a poco più di 1.809 mila.

Anche il numero degli immatricolati, ovvero i nuovi ingressi nel sistema universitario, ha seguito ilmedesimo andamento, avendo raggiunto il massimo di oltre 338 mila immatricolati nell’annoaccademico 2003/04 per poi diminuire progressivamente fino a quota 307.533 nel    2007/08 [1]

  1. Abbandoni al secondo anno: 17.7% degli studenti ; immatricolati inattivi  al secondo anno12,5 % iscritti inattivi ( senza aver dato un esame nell’anno successivo) 20,5%  ca 40 % di studenti fuori corso. Laurea nei tempi previsti dal curriculum  corso < del 2% (sanitarie > 60%). Gli effetti della legge 509 (Zecchino) non sono stati quelli attesi. C’è da domandarsi la ragione del fallimento dei corsi triennali.

    Ogni dieci studenti iscritti, quattro sono fuori corso (“non regolari”). Gli studenti iscritti incorso (i “regolari”) sono poco più di un milione, pari al 60,2%”;

 

  • per i corsi del nuovo ordinamento, la regolarità negli studi si è ridotta rispetto all’anno accademico precedente, toccando i valori più bassi dall’introduzione della riforma; si riduce leggermente (dal 20% al 17,7%) la quota degli “abbandoni”: per ogni cinque/sei studenti immatricolati, uno lascia gli studi dopo il primo anno. La percentuale, comunque elevata, indica la necessità di una più efficace attività di orientamento e tutoraggio nei confronti dei nuovi ingressi;
  • per ogni sei iscritti, uno è “inattivo” (non ha sostenuto alcun esame o acquisito crediti  nell’ultimo anno solare). Gli “immatricolati inattivi” diminuiscono leggermente rispettoall’anno precedente (dal 15,7% al 12,5%);
  • le facoltà con gli studenti più “regolari” sono quelle dove vi sono prove di selezione

    all’ingresso e accessi programmati[2]

  1. Basso numero di laureati in corso:

Il confronto tra gli anni 2005, 2006 e 2007 e 2008, evidenzia la flessione sia della proporzione di laureati in corso (dal 35,6% nel 2005, al 30,3% nel 2006, al 29,9% nel 2007 fino al 26,8 nel 2008. Se la flessione dei laureati in corso proseguirà anche in futuro, come è verosimile, è evidente chel’obiettivo di ridurre la durata del tempo di laurea previsto dalla riforma degli ordinamentididattici, sarà difficilmente raggiungibile (sono infatti aumentati i tempi per conseguire la laureatriennale, che ora sono già pari a 4,7 anni superando – oggi come allora, con il vecchio ordinamento – il 50% della durata canonica) [3]

  1. Paradossale alto numero di corsi con pochi studenti ( spreco di risorse speculative per ruoli universitari “ vitalizi” ad pensionem e probabilmente qualche corso di nicchia innovativa.

il 10,8% dei corsi di studio (369 su 3.436) ha meno di 10 immatricolati e il 17,8 % dei

corsi ha un numero di immatricolati non superiori a 15 studenti[4]

  1. Mancanza di un valore sociale dello studio universitario, mancanza di realizzazione concreta del diritto allo studio: Investimento sugli studenti non sufficiente: solo il 6,9% della spesa contro il 64% delle spese per personale (44%  per i docenti  e 20 %  per l’amministrazione)
  2. Mancanza di riconoscimento dell’autonomia delle università: permanenza dell’obsoleto doppio sistema (Statali e libere); mancanza di accreditamento di corsi da enti certificatori privati iscritti all’ENQA (Organismo europeo degli Enti certificatori dell’Università). Mancanza di adeguamento alla prescrizione del Bologna “Process” e dell’ENQA per una completa autonomia Università e stato.
  3. Esistenza di una cupola di potere burocratico statale che ha annichilito la storia dell’Università italiana e la ricerca, formata da Direttori del MIUR e da Consiglio nazionale Universitario e Conferenza dei Rettori (CRUI) e oggi ANVUR  favorenti non lo sviluppo  e la responsabilità ma la statalizzazione e l’esilio scientifico di migliaia di giovani talenti.
  4. Arruolamento dei docenti tramite lo stato, non diretto e per merito dall’Università.
  5. Età vecchia docenti e ricercatori con età media: 59,4% ordinari; 44% Associati; 45,2 ricercatori . Controllo ed inibizione del sistema di ricerca dal sistema universitario: Dottorati di ricerca “statali”e soffocati da sistema. Difficili rapporti tra Università e ricerca.
  6. I ricercatori universitari sono, nel 2009, 25.683. Con bandi di concorso fatti senza una adeguata programmazione, appare particolarmente alta l’età all’ingresso nei ruoli (tra i 35 e i 38 anni) e la loro età media è di 45,2 anni. Appare particolarmente critico l’innalzamento delle età di ingresso dei ricercatori, che è aumentata di oltre 1,5 anni dal 1998 e di oltre 5 anni dal 1980 (data di creazione di questo ruolo).[5]
  7. Non responsabilizzazione finanziaria delle Università legata a qualità e merito docenti e studenti e strutture.
  8. Implemento spesa ruoli amministrativi dal 2001 a 2006 rispetto alla spesa per i docenti : 60% nel nord-est/ovest. All’arruolamento di  un docente corrispondono due amministrativi.
  9. Fenomeni migratori dal SUD- Trentino-Valle d’Aosta.
  10. Incredibile esistenza fittizia di un “valore legale del titolo” in contrasto alla legge 1592 1933,art.172 : lo stato è “fuori legge” ! Il potere di conferire un valore legale ai titoli è stato ed è un pleonasma burocratico illecito dell’esame di stato per mantenere il controllo statale da parte del MIUR, il  controllo istitutivo dello stato di nuove università tramite il” valore legale del titolo” e conflitto d’interessi regionale attribuendo un potere illecito alle università già presenti, creando un conflitto d’interessi (DPR  Prodi Berlinguer Bassanini  25 del 27 Gennaio 1998).
  11. Il sistema scolastico primario secondario è più liberale del sistema universitario : paradosso evidenziato dalla Corte Costituzionale.
  12. Controllo da parte del MIUR edell’ANVUR  della libertà accademica ed ostacoli all’innovazione.
  13. Proliferazione del personale docente: dal 2000 gli ordinari ( 18.863) sono aumentati del 25,1%, gli associati (17.168) del 48,7 %, i ricercatori del 52,2%.(25.684)
  14. Disparità di trattamento tra ordinari e altro personale docente
  15. Ricerca fata in sette Regioni su 20
  16. Ostacolo e guerra all’innovazione   (vedere nota)
  17. Non valorizzazione ricecatori
  18. Esilio scientifico dei ricercatori

 Considerando che l’andamento delle spese annuali per le retribuzioni fisse è influenzato, per idocenti, dagli incrementi (biennali) per progressioni di carriera e dagli adeguamenti annuali al costo della vita, si evidenzia che, negli 11anni tra il 1998 e il 2008, a fronte di un incremento complessivo delle spese per assegni fissi del 50% (circa 4,5% per anno), determinato anche dall’aumento dei soggetti inquadrati (+ 23 %), le spese per le retribuzioni fisse ai professori ordinari è aumentato dell’80% mentre per le altre categorie gli incrementi sono inferiori al 45%

Il diritto allo studio in Italia sembra garantito  da un basso costo d’iscrizione ai corsi con una notevole sperequazione tra Nord, Centro e Sud. In Calabria e in Basilicata l’iscrizione a un corso di laurea costa in media ca 400 euro,meno del costo medio annuo dello studente al sistema (616 euro).

Dai dati emerge che per circa un terzo degli iscritti viene richiesta una contribuzione superiore ai 1.000 €, ma con una forte variabilità di comportamenti tra le diverse aree geografiche(53,1% al Nord-Ovest, 64,5% nel Nord-Est, 34,3% al Centro, 5,2% al Sud e Isole).Ipotizzando che all’interno delle classi i valori siano distribuiti in maniera uniforme è possibile calcolare la contribuzione media per studente, attribuendo alle frequenze registrate il valore centrale della classe. La distribuzione dei valori così calcolati è riportata nella tabella 6.8bis, dalla quale si può osservare che la contribuzione media per studente è più che doppia negli atenei del Nord-Ovest (1.218 euro circa per studente) rispetto a quella degli atenei del Sud (544 euro per studente).[6]

 

1.1   CONSIDERAZIONI FINANZIARIE SUL FULGIDO SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO  CHE IL MIUR VORREBBE CONSERVARE E INCENTIVARE

 

  Su 12,8 miliardi di euro, di entrate  (2007)complessive si registra con un incremento del 4,4% rispetto all’anno precedente. (2006). L’incidenza delle entrate complessiva da parte del MIUR appare essere del 64,3% con una diminuzione dal 2001 ( 72,9 %). Tuttavia c’è stato un aumento considerevole di entrate da contributi esterni in modo pressoché uniforme dal Nord al Sud (media media 17% con un aumento di 1,2% dal 2996 al 2007). Questo indica le potenzialità di una maggiore liberalizzazione del sistema.

La capacità degli atenei statali di attrarre finanziamenti esterni, attraverso convenzioni,contratti e vendita di servizi a imprese e istituzioni  continua a migliorare segno che liberalizzando aumentano le risorse, non a vantaggio degli studenti.

Questa voce, che evidenzia lo sforzo imprenditoriale delle nostre università,ha segnato, un aumento del 12% rispetto al 2006 e addirittura del 52% rispetto al 2005. E’ bene sottolineare sin da ora che la crescita di questa componente,che rappresenta un segnale della capacità imprenditoriale delle nostre università,ha degli ovvi effetti sull’incremento delle uscite, poiché le entrate finalizzate vengono in larga parte acquisite a fronte di specifiche attività di formazione e diricerca “addizionali”, che solo in parte vengono fatte rientrare nell’impegno istituzionale del personale strutturato.[7]

 Le uscite globali del sistema sono 12 miliardi e 964.000.000. Il costo della spesa per il personale (8.150.265- include collaboratori ed esperti linguistici e assegni di ricerca) è circa otto volte  il costo dei contributi per la formazione degli studenti. (1.115.341). Il 63% delle spese è assorbito dal personale, contro lo 8,6% per il diritto allo studio. Uno studente costa al sistema 7166 euro  contro gli 82.503 euro dei docenti e i 40.360 del personale amministrativo.[8], e ne versa in media 947. Il sistema è dunque centrato sui costi del personale non sullo studente.  I docenti sono 61.992,  gli studenti 1.809.000. Per le università statali  si è verificato dal 1998 al 2009 un aumento complessivo di 12.226 docenti (+25,5%) ed in particolare: 5.447 professori ordinari (+42,9%) e 6.861 ricercatori (+38,8%) con una riduzione di 82 professori associati (-0,5%).

Gli studenti del Nord-Ovest versano in media 1218 euro , circa la metà del loro costo, mentre gli studenti del sud versano poco più di quanto costano ( euro 699). In Calabria e in Basilicata versano ca 400 euro nelle isole 500.  I corsi universitari ( laurea breve+specialistica) sono 3436 con i dottorati di ricerca 5835. Un corso ( 5835 con dottorati di ricerca)  costa in media all’anno  : 2 .221.765 (quattro miliardi e più delle vecchie lire) senza dottorati ( 3436)  un corso costa 3.772.992, cifre incredibili .

 I docenti di un corso (in media 18,6 su 3456 )costano all’anno in media 1 milione 505. 735 euro.. (tre miliardi delle vecchie lire) contro il costo di  2 milioni 221.460 degli studenti.( in media 310 per corso).Il rapporto docenti/studenti è 1/ 17,2 studenti.

 I corsi minimi (17,8 % con < di 15 studenti  sono 618 con 11.136 docenti e 6180 studenti , costano euro 1.357.585.788 all’anno  .Computando una media di 10 studenti per corso coinvolgono 6110 studenti per 611 corsi i cui docenti (11.136)  costano al contribuente euro 930.078.720 .

 Uno studente di questi corsi costa  euro 222.191 all’anno ! 

Le discipline d’insegnamento attive ( almeno 1 studente) sono 180.001 . Il costo di un insegnamento all’anno  è di euro 70.021. euro. E importante sottolineare come 71.008 insegnamenti (39,86%) sono fino a quattro crediti di formazione che corrispondono a 100 ore anno d’insegnamento.

Il personale tecnico amministrativo costa in media per corso : 1 milione e 684 mila 325 e il funzionamento: 852 442 mentre gli interventi a favore degli studenti costano meno del funzionamento : 573 440 . Con le spese per l’acquisizione ben (670 448) e i costi del personale tecnico e amministrativo(1.684.325) queste tre voci da sole costano 3 milioni 207 mila  in tre anni, cioè quattro volte gli interventi a favore degli studenti. Ci si domanda cosa le Università  acquistino per più di un miliardo delle vecchie lire o cosa debba funzionare in un corso per più di un miliardo e mezzo. Se riferiamo questi costi inoltre al 17,8 % ai 618 corsi sotto i quindici studenti di partecipazione, si vede come le università statali si possono pemettere questi sprechi in ragione del fatto che nessuno paga di persona: solo Pantalone che mantiene ruoli docenti e personale a vitalizio pensionistico.

Aggiungiamo il fatto che

Quanto costa un ora d’insegnamento al paese?

Un docente di ruolo in Italia insegna per 300 ore l’anno il che significa computando 36 settimane di attività 8,3 ore d’insegnamento la settimana. Per medicina le ore si riducono a 3,5,  per medicina veterinaria a 3,7. (155 ore -167 ore l’anno). Un docente di ruolo non medico costa ca 226 euro all’ora d’insegnamento. un docente medico, ( 155 ore-6,2 CF)  532 euro, un docente medico veterinario (167 h-6.7 CF)  494 euro.

S1 Le “Chicche” del sistema universitario e scientifico italiano: i corsi di laurea in “Scienze e tecniche equine , Podologia, Turismo alpino, Tecnologie del Fitness, Benessere del cane e del gatto,Scienza e tecnologia del packaging, Comunicazione della società della globalizzazione,Scienza della mediazione linguistica per traduttori e dialogisti televisivi etc”

I vitalizi ad “pensionem” delle fulgide intelligenze didattiche e scientifiche del sistema universitario e scientifico italiano.

I corsi minimi (17,8 % con < di 15 studenti  sono 618 con 11.136 docenti e 6180 studenti , costano euro 1.357.585.788 all’anno  .Computando una media di 10 studenti per corso coinvolgono 6110 studenti per 611 corsi i cui docenti (11.136)  costano al contribuente euro 930.078.720 .

 Uno studente di questi corsi costa  euro 222.191 all’anno

          Le entrate contributive degli studenti sono il 12,5% cioè  euro 1.600.000.  Per studente:in media Nord-est 1292,81, (trentino 781 euro),  Nord ovest 1210,78, Centro 951,78, Sud 699,37, (Calabria 470, Basilicata 472).  Isole 582,42. (media Italia 947,39).

Le spese per il funzionamento dell’Università e di acquisto beni  ammontano a 1.658.000.000, (12,8%),oneri finanziari e tributari, 173,714,(1,3%),acquisizione e valorizzazione beni durevoli 1.304.922, 10,1%) estinzione mutui e prestiti 236.415.(1,8%),trasferimenti 178.516 (1,4%).

Da queste cifre si desume come le spese per il funzionamento dell’università e logistiche, da sole assorbono il 22,9% delle risorse cioè 2962 miliardi di euro contro lo 8,6 % dato agli studenti che per il diritto allo studio che contribuiscono al sistema con il 12,5% (Un miliardo e 600 milioni) !!  senza contare il restante 4,5% ad altre voci. E evidente uno sperpero dovuto al fatto che gli enti hanno sempre un “Pantalone” pagante senza autonome responsabilità amministrative e a considerare gli studenti la cenerentola del sistema. E ‘ chiaro che questo non si può risolvere aumentando sistemi di controllo statali mediati da “Direttori generali”, i cui stipendi, pagati dallo stato, aumenteranno il carico della spesa pubblica per l’Università ( ca 16.000.000 all’anno)  che obbediranno alle solite leggi clientelari senza paralare della scriteriata politica di implementazione dei ruoli amministrativi centrali che la riforma Gelmini, richiederà necessariamente.

          Una ricerca dell’Università Ambrosiana del Giugno 2009, aveva visto che lo 89% degli studenti era favorevole a ricevere un finanziamento dalle Regioni di almeno 500 euro, contro il superamento del 70% degli esami nell’anno precedente. ( altro che “concorso nazionale” per il premio di studio proposta dallo scellerato progetto Gelmini che gode dell’appoggio della “ Cupola”. (CRUI,CUN,MIUR). E chiaro che un diverso sistema realmente meritocratico e governato dalle singole università controllerebbe l’efficacia formativa e lavorativa di migliaia di mediocri e ben pagati nulla-facenti o di burocrati delegati a fare gli interessi dei solo dei docenti, come appare dalle posizioni della CRUI, contro l’Europa.

Questo costerebbe in proporzione  al numero degli studenti delle Regioni 10 miliardi e 854 milioni, cifra inferiore al costo dell’intero sistema e che con una diversa struttura organizzativa e amministrativa come proposta dal disegno di legge quadro dell’Università Ambrosiana sarebbe facilmente raggiungibile. Gli studenti un questo modo potrebbero scegliere l’Università e i corsi migliori con un  portafoglio di 6000 euro (minimo). E un cambiamento  totale di filosofia. Infatti le Università sarebbero costrette a migliorare la qualità non tanto per indicatori decisi dal famigerato MIUR, quanto per quello gli servirebbe per attrarre gli studenti: i migliori docenti, le migliori richieste di lavoro, le migliori strutture. Si attiverebbe un volano. I concorsi nazionali per insegnare non avrebbero più senso e le Università farebbero a gara, come team sportivi per aumentare la qualità e aiutare gli studenti migliori (futuri docenti) e chiamare i migliori docenti, pagandoli secondo il loro merito. I docenti per essere pagati meglio lavorerebbero meglio. Altro che scatto di stipendio o la standardizzazione della legge Gelmini.

E dunque necessario un cambiamento radicale con una riforma che cambi filosofia strutturale costruendo un sistema che premi  singole responsabilità autonome degli atenei, degli studenti, dei docenti, del personale. Lo spreco di risorse infatti appare dovuto alla diffusa cultura che c’è nelle istituzioni statali, del “posto garantito e inamovibile” e dagli sprechi della dirigenza  che non “paga” di persona.

          L’Università italiana assorbe molte risorse per il personale e finanzia poco gli studenti. Il sistema presenta qui la massima criticità, tenendo presente gli abbandoni e l’inattività (40%).degli studenti e la lunghezza media del percorso pre-laurea nei corsi triennali ( 4.7 anni). Dal 2001 (legge Zecchino) le spese del personale  sono aumentate del 41%, le spese per il funzionamento del 34%,gli interventi a favore degli studenti del 63,7% , gli oneri finanziari e i tributi dello 83%,estinzione mutui e prestiti del 294%,trasferimenti del 133%.

          E chiaro che la filosofia finanziaria del sistema dovrebbe seguire un miglioramento della qualità, ma non secondo la filosofia di accentramento e di controllo, con una meritocrazia decisa dallo stato, paralizzante ogni innovazione e come abbiamo visto  Infatti si può spiegare la lunghezza del tempo impiegato per i corsi di laurea, l’alta percentuale degli studenti inattivi e degli abbandoni solo con la scarsa capacità dei docenti di motivare, pur essendo lautamente pagati dallo stato. E il solito tran-tran (cappuccino e briosche liscia e ripiena alle 10 di mattina). Il ruolo universitario è un vitalizio per la pensione. Può capitare che un docente sia bravo  è stimolante, a meno che non unisca mafiosità diplomatica e clientelare , per vincere un “concorso” con le proprie risorse. A livello finanziario si evidenzia il parassitismo dei docenti italiani, le cui ore di lavoro sono strapagate, a svantaggio degli studenti. Il sistema va rivoluzionato a loro favore, facendoli divenire arbitri della qualità secondo il disegno di legge che il libro presenta. La struttura del sistema deve cambiare radicalmente filosofia centrandolo sulla qualità delle persone e sulla responsabilità diretta e autonoma degi atenei, che così pagheranno direttamente se vogliono i corsi di laurea in “Scienze equine” o “podologia” assicurando vitalizi a ciurme di intelligenze didattiche e scientifiche.

 

Nota

  1. il MIUR non ha gradito il progetto di sua abolizione da parte dell’Università Ambrosiana verso un sistema fondato sulla qualità certificata da enti indipendenti come in Germania e secondo l’ENQA con il  finaziamento diretto degli studenti  e decentrato nelle Regioni in enti autonomi dalle stesse come espresso nel saggio, che riscrive il sistema universitario e scientifico italiano, contro la legge Gelmini ( anticostituzionale), frutto di un grave compromesso a danno degli studenti per sanare i buchi amministrativi delle Università Statali (Golden standard Università di Siena).
  2. L’Università Ambrosiana www.unambro.it, leader nel mondo in Medical Education ( procedure per formare medici, studenti di medicina, ) parola araba per l’Italia- che non ha un docente di medicina preparato ad insegnare e che usa metodi obsoleti-e istituente il cambiamento storico di paradigma della Medicina e del concetto di salute : e considerata dalla WHO come pioniere della formazione del medico:http://www.unambro.it/html/Person-Centred-Medicine.htm  avendo denunciato che il MIUR agisce fuori legge in modo autoreferenziale e anticostituzionale, nel merito di attribuire un valore legale inesistente -come sostenuto anche da Sabino Cassese-ai diplomi accademici, centro del suo potere illegittimo,paralizzante l’Università italiana, (art 172 DR 1592 1933 e documento del Senato 280 2011) è stata oggetto di uno stalking burocratico e diffamatorio, oggetto oggi dell’indagine della Magistratura penale contro gli autori e lo stesso MIUR e l’AGCOM. (vedere contro informazione dell’ Università Ambrosiana in www.unambro.it). La guerra è derivata dal fatto che sosteniamo l’abolizione del MIUR e della legge Gelmini, con un cambiamento radicale del sistema con una nuova legge quadro, valorizzante il diritto allo studio degli studenti che dovrebbero essere liberi di scegliere le Università in relazione al rapporto qualità -costi, con un finanziamento diretto (altro che ” gli 80 euro” agli italiani del fulgido programma di sviluppo del Renzi !).Il problema non è la natura giuridica degli atenei ma la qualità dell’offerta formativa, e un sistema incentivante la ricerca e l’innovazione,che non può essere oggetto di controllo statale, se legata a un sistema in cui le Università sono completamente autonome e responsabili  sul piano finanziario e quindi incentivate al merito, che non può essere controllato dallo stato, come l’idiota legge Gelmini ha istituito, addirittura con una fondazione finanziata dal Ministro del tesoro, dove riciclare i pensionati del MIUR, responsabili del fallimento del sistema. 
  3. Un impoirtante motivo del NO al referendum costituzionale e del promuovere le dimissioni del governo e la volontà di accentrare sullo stato il contollo del sistema universitario e scientifico contro l’interesse degli studenti e lo sviluppo del paese.

           Per acquistare il saggio-e-book  sull’Università Italiana del Prof. Giuseppe R. Brera          

ordine editoriale

e scrivere a dipedit@unambro.it

aderisci a http://www.unicono.it -cambiamo l’Italia ( non senso del Governo Renzi)

           

 

 

 

 

                   

 

[1] CNVSU  X° Rapporto sullo stato dell’Università Italiana

[2] Ibidem 1

[3] Ibidem 1

[4] Ibidem 1

[5] Ibidem 1

[6] Ibidem 1

[7] Ibidem 1

[8] Dati per anno

DROGA E POLITICA: CONTRO LA MORTE DELLA COSCIENZA OCCIDENTALE

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LA PARTITA DI ANTONIUS BLOCH

Chi scrive quest’articolo è stato tra i primi in Italia a combattere la diffusione della droga a partire dal 1971,quando studente in Medicina, fece la tesi di laurea sulle “Famiglie dei giovani tossicomani”, ricerca pionieristica, allora la seconda sulla materia ad essere realizzata nel mondo e che  vedeva nelle dinamiche famigliari, come è apparso  più chiaro dopo, fin dallo stress neuro-endocrino per la separazione dalle cure materne con l’introduzione di bambini negli asili nido a tre mesi o nelle famiglie con bambini o adolescenti “rotte” , dei fattori di grave rischio per l’iniziazione al consumo di droga.  In quel periodo m’ero adoperato litigando, perché nella famigerata Guardia II° del Policlinico di Milano, dove facevo la tesi, i tossicomani non fossero oggetto di sperimentazione a loro insaputa, facendo passare come routine clinica la “Pneumoencefalografia gassosa” per valutare se la droga  alterasse i ventricoli cerebrali (vero). Allora non c’era la TAC. Questo a difesa di un giovane ricoverato mi portò a uno scontro in Ospedale con un perfido “aiuto” del primario che al letto, cercava di convincere con modi suadenti un giovane della necessità dell’esame. Allora noi studenti avevamo le “palle quadrate” sull’etica e non eravamo dei venduti né avevamo soggezione per gente che tradiva il senso della Medicina.  Dopo la laurea  entrai a far parte come volontario della equipe del I° Centro di aiuto ai drogati-CAD (on the road), fondato dallo psichiatra Madeddu, e lì ho seguito decine di drogati, cercando di farli uscire, coadiuvato da un ex , il cui nome di battaglia era“Indio”, indimenticabile, perché andava a cercare i drogati per strada e insultandoli, facendoli sentire delle nullità, li portava al CAD. La Cannabis,con tabacco e altre droghe era un rilievo costante.  Altro che “buonismo” comune spesso a improvvisatori per lo più provenienti dal mondo cattolico ,in cui il volontariato “buonista” “misericordioso” può essere espressione di nevrosi per cercare di essere amati dall’assistito, mantenendolo nella dipendenza affettiva,  comune anche a una certa sinistra “solidale”, per lo più schierata sull’idea idiota che legalizzare significa impedire il mercato dello “spaccio”. A questa esperienza ne seguii un’altra, per 10 anni  presso la Comunità Betania diretta dallo scomparso e straordinario sacerdote e artista Don Antonio Nardi, scultore e pittore che in un eremo del Mugello, aveva fondato una Comunità che rifiutava di definirsi terapeutica, rifiutando, come altre comunità “mature”, le sovvenzioni pro-capite dello stato. Nel 1985 a Milano con la WHO, in un memorabile convegno (atti su Enciclopedia Scienza e Tecnica  1987-1988 ndr ) sulla salute mentale dell’adolescente, fu fatto il punto sulle strategie preventive del fenomeno :la strada maestra era lavorare sul “dire no” e  l’implementazione della qualità delle risorse esistenziali, filosofia da cui sarebbe nata la Medicina Centrata sulla Persona. Questa strategia -tipo “Arancia meccanica” era già in atto, con risultati minimi negli USA (Botvin 1983-Life skill training) .In quegli anni il“fulgido e onesto” Aniasi, “eroe socialista della Resistenza alla corruzione” ,  a cui Milano ha tributato l’onore del Famedio, aveva introdotto il Metadone , obbedendo al marketing della Lilly, e conoscendo i valori etici del personaggio, è immaginabile cosa sia successo. Il fatto, non necessario, aveva di fatto cronicizzato il problema costruendo ruoli e stipendi e organizzazioni (SERT), che vivevano e vivono sull’esistenza dei drogati.  Nacquero le “Comunità terapeutiche” in cui  i “terapeuti” su cui si erano costruiti ruoli e stipendi, non erano motivati al recupero dei ragazzi, in quanto rendevano. In quegli anni il drogato da “deviante”, divenne “malato”, prima della normalizzazione e della attuale proposta di legittimizzazione.  Vi furono  Comunità, come la Betania, San Patrignano , la comunità di Suor Elvira ma anche altre, dove  invece “il lavoro” era pedagogia, non  cura di malati.  Lavoro , disciplina, regole  senso sociale  e introduzione vissuta a dei principi morali “ di comunità” -evviva Alfred Adler- anche con una proposta religiosa, anche disposta come “didattica antropologica della vita” , per alcune comunità,  sui principi di Kierkegaard.

    Nel 1976 a Maggio , tre o quattro giorni prima delle elezioni politiche, una mattina alle 6 il Madeddu mi svegliò dicendomi che dovevo recarmi a casa del figlio di un altissimo esponente del PCI che stava male. Mi trovai così di fronte a questo giovane agonizzante e capii che chiaramente era stata una manovra politica, contro il PCI, se fosse morto. Invece gli salvai la vita. Allo stesso modo mi trovai a salvare la vita al figlio di un prefetto, questa volta in modo drammatico perché per impedire che si buttasse dalla finestra fui costretto a prenderlo a ceffoni per rivolgere contro di me le sue istanze autolesive. Il risultato fu che venni inseguito per tutta la casa dal personaggio armato di un coltello da cucina, una sorta di scimitarra, ma riuscii a scappare. Tuttavia il ragazzo fu salvo. Questo come molti altri, come è asseverato dalla ricerca aveva iniziato con la Cannabis. Anche in questo caso mi è sempre rimasto il dubbio di un uso politico della droga. Negli anni successivi, anche per fare uscire il problema dalla idiota logica ideologica “proibizionismo/antiproibizionismo” – come se la Cannabis fosse alcool- ben diffusa da quella specie di demagogo di Pannella-pace all’anima sua-che fu condannato perché si mise a distribuire droga in piazza al colmo della provocazione. Il Pannella, che ha sempre confuso “libertà” con “arbitrio”,  non aveva alcun elemento di giudizio basato sulla verità scientifica, già allora ben presente ed era il degno rappresentante di quella cultura politica senza basi filosofiche e antropologiche che ammorba oggi il paese e l’Europa e che si esprime bene nel livello culturale della maggior parte dei leader politici.

Negli anni 70-80, la droga  è servita ad allontanare un numero grande dei giovani dal pensiero critico, de-ideologizzato. Da allora  la sua diffusione è stata inarrestabile per gli interessi e le coperture legate allo spaccio, con la complicità degli apostoli della legalizzazione (es. i preti Ciotti e Gallo, la Turco, il Veronesi) . Questo avveniva in un’atmosfera culturale greve in cui una frangia di giovani aveva radicalizzato la lotta politica fino all’omicidio-erano i tempi della “Guerra fredda” e della trovata “geniale” di Moro del “compromesso storico” con il PCI-di cui sarebbe rimasto vittima- e del periodo in cui nell’Università al Movimento studentesco si stava sostituendo a Milano “Comunione e liberazione”. La vittoria sul marxismo definitiva  all’Università  fu l’entrata dell’insegnamento della Psicoanalisi  che da una parte aprì le porte  alle analisi marcusiane , a Erich Fromm, a Thomas Harris  ma che indusse anche a un ripiegamento su se stessi, soggettivizzando e de-ideologizzando. Oggi purtroppo l’influsso della psicoanalisi in ogni dimensione culturale si è purtroppo affievolita,  e la SIP si è ripiegata nella clinica, per cui l’idea  pubblica che l’interpretazione e la costruzione del reale sia legata al mondo affettivo e psico-sessuale-malgrado le conferme neurobiologiche- e sia costituita diversamente da personalità genitali o pregenitali, è praticamente scomparsa. Non è un caso infatti il dominio pre-genitale della lobby omosessuale, ben presente in politica e nei centri di potere, espressa bene nell’approvazione del disegno legge sulle unioni civili omosessuali, che di fatto normalizza culturalmente una perversione dell’istinto sessuale dovuta a un blocco dello sviluppo psico-sessuale. La maturità affettiva infatti dovrebbe venire prima dell’azione politica, altrimenti questa rischia di essere deformata e pericolosa, come sta succedendo oggi in numerosi surrogati di uomini e di donne  che imperversano in ogni dimensione di potere. A Milano negli anni 70, la pubblicazione di “Genitalità e cultura” di Franco Fornari fu una luce. Mi ricordo il “Maestro” la cui umiltà era grande quanto la sua cultura, che mi diceva: “ Berlinguer è una personalità genitale”.  Purtroppo non si è dimostrato tale quando si scagliò  a favore dell’aborto e contro l’eroico  Movimento della vita profetizzando che entro sei mesi sarebbe scomparso: invece proprio sei mesi dopo morì di emorragia cerebrale. Da un primo momento in cui la droga Cannabis era legata alla contestazione del sistema, (fenomeno Hyppies nato negli USA come fuga e difesa dal necroforo Vietnam- vedere lo stoico “Zabriskie Point” di Antonioni e del resto la droga non era usata dagli sciamani per entrare nel regno dei morti ?) , si è passati a una soggettivizzazione totale dell’esistenza, oggi sposata anche da papa Bergoglio , maschera sociale e apprezzata di una profonda debolezza  psichica , ignoranza e immaturità infantile che porta consenso politico degli “spinellatori” a chi vuole legalizzare : un mix distruttivo per l’Occidente e che ha aperto le porte a quel male antropologico che ho chiamato nel 1998 “Sindrome del Grande Fratello” : ” Io faccio tutto quello che mi piace”, ” La verità è ciò che sento vero”, “L’altro è un strumento di piacere, potere, danaro e comunicazione “, “L’importante è apparire non essere” (per approfondire ( “La sindrome del Grande fratello è i magnifici sette: Università Ambrosiana -2010). Il fumo della Cannabis  oggi è ormai divenuto, con la tolleranza dei genitori, una cosa di cui non ci si deve preoccupare: è l’eufemismo dello spinellino. Il tetraidrossicannabinolo invece rende “coglioni”, perché provoca disturbi cognitivi e quando va male sindromi schizofreniche o disturbi di attacco di panico, come è anche confermato dalla ricerca epidemiologica. Il disegno di legge che propone la legalizzazione della droga è  dunque sotro la bandiera  della Turco, del  Ciotti, del Veronesi: “La strategia di riduzione del danno”, per cui è necessario legalizzare per permettere che gli adolescenti poi possano essere presi in trattamento prima dell’escalation. In realtà sotto questa ideologia “sociale” c’é il disegno orwelliano del potere politico-finanziario, in cui i confini con la criminalità organizzata sono sottili. E’ la strategia dell’alienazione ben espressa da Herbert Marcuse in un “Uomo a una dimensione”. C’è bisogno insomma di tanti coglioni, di “animali decerebrati”, come direbbe il vecchio Bairati, illustre neuro-anatomista-caposcuola il cui fantasma si aggira disperato a Milano in via Mangiagalli, nello storico anfiteatro anatomico, perché  vogliono fare della cultura universitaria” un “Expo” . Il problema è che come hanno dimostrato “Le iene” che gli “animali decerebrati” sono al potere, dato che sembra che il 30% ( ottimistico) dei parlamentari siano abituali consumatori di droga . Tra essi c’è qualcuno che lavora per andare al governo. Stranamente il “Direttorio-Cinque stelle” si allea al PD nella firma al disegno di legge.  Per sintetizzare l’etica della strategia di riduzione del danno sarebbe come dire: “Permettiamo che  i ragazzi si taglino le vene per impedire che si buttino dalla finestra”. Era l’educazione alla salute della Turco nel libretto “Lupo Alberto”, nelle raccomandazioni materne alle ragazzine in discoteca “ Cala se proprio vuoi calare (le mutande ?) ma assicurati del preservativo ”: principi etico-pragmatici di una buona madre di famiglia attenta ai principi morali della figlia.   Questo atteggiamento ha vinto, grazie alla complicità della mafia e di immigrati spacciatori-un mercato fiorente d’inclusione lavorativa-contro l’altro atteggiamento, questo su basi scientifiche-epidemiologiche- di “tolleranza zero” proposto da Dupont nel 1986, sulla base del rilievo che qualsiasi tipo di droga si diffonde come una malattia infettiva: se c’è un consumatore in una zona, dopo sei mesi ve ne sono 10, per cui il problema è il fare un cordone sanitario.

    La percezione del consumo di droga e la diminuzione della percezione del pericolo sono infatti il maggiore fattore di rischio per il suo consumo (Newcombe MD 1996 –Johnson e al 1993). I fattori di rischio sono legati al gruppo e all’atmosfera culturale di tolleranza; l’escalation a cocaina ed eroina è probabile scientificamente ma non scontata e dipende da molti fattori tra cui la costituzione psico-neuroendocrina della persona.  Tuttavia, anche a livello di buon senso, se si diventa dipendenti dal”caffè” e dal”vino” e dal “tabacco” , c’è da immaginarsi la dipendenza causata dal tetraidrossicannabinolo che agisce direttamente sui circuiti cerebrali a modulazione dopaminergica e altro. Più la personalità è passiva, insicura, dipendente dal gruppo, tendenzialmente depressa (effetti della separazione precoce dalla madre per l’asilo nido), più la dipendenza dalla cannabis e l’escalation è facile, là dove c’è tolleranza sociale e facile spaccio. In fondo una “Canna”, può essere come un “twit”. Oggi purtroppo la cannabis è molto usata dagli adolescenti a causa della debolezza famigliare. Nella famiglia, cioè a livello educativo, stanno i maggiori fattori  protettivi ( per il 31% dei soggetti studiati) così come proteggono le sanzioni contro il consumo ( 21,9%). La vulnerabilità dipende poi da un mix di fattori psicodinamici e psico-neuro-endocrinologici che risultano in una diatesi infantile dei soggetti, la pre-genitalità, la debolezza dell’io, la scarsa stima di sé. Insomma chi si droga è un “mollusco”  che non sa dire di “no” alle pressioni del gruppo, addestrato a questo nell’infanzia da madri  e padri premurosi,  pieni di sensi di colpa, magari per rotture coniugali, prodighi di merendine, regali e di regalini  che non hanno educato alla rinuncia al superfluo e a conquistarsi le cose gustando la soddisfazione attiva  per questo creando epigeneticamente la modulazione dopaminergica, fatto che poi non richiederà ricerca di stimoli.  Se i bambini e poi i ragazzi sono guidati dall’esempio dei genitori a questo e hanno dei valori etici introiettati, sono forti di fronte agli inevitabili conflitti, sanno dire “no” alle pressioni del gruppo, non hanno bisogno di stimolanti dopaminergici, come alcool e droga. I  “molluschi”-fortunatamente sono una minoranza-  sono ben adattati alle richieste dell’ambiente, pre-genitale, ammalato della “Sindrome del grande fratello” . Oggi purtroppo l’atmosfera chiede efficienza e capacità funzionali ai giovani, non l’essere persona.

   L’atmosfera culturale incentivata da questa generazione di politici, senza pensiero etico né progetti su base filosofico-antropologica, costituiti su un’idea di realtà, anche politica fondata sulla verità oggettiva, condizione necessaria per il  bene dell’uomo (la verità oggettiva è una realtà che esiste anche se papa Francesco, staccandosi da Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI°, non è d’accordo  pensando che l’idea sia inferiore alla realtà e non importante per l’uomo  -“Evangeli gaudium” ndr ) , stimola infatti la produzione di molluschi che non hanno pensiero , forza morale, né psicologica. Questi ragazzi, come molti adulti ,usando una metafora genitale  non hanno “ i coglioni” cioè essere capaci di stare con una ragazza e viceversa per le ragazze, oggi perse negli Smartphone  senza alcool, birra o droga, cercando di provare sentimenti e costruire responsabilità affettive nella relazione, avendo la forza di rimandare la soddisfazione del desiderio sessuale, premettendo un impegno esistenziale. Questo impedisce la nascita di famiglie sane. Il numero dei “Single” giovani è infatti impressionante. Il resto lo fa trasformazione della donna, sempre più attratta da ruoli manageriali, in animale biochimico: cinque pillole contro la fertilità di cui due abortive. Sesso immediato e facile e consumo di droga appaiono uniti nei risultati delle ricerche, simbolo del fatto che la droga è il Viagra giovanile di quei surrogati di uomini nevrotici, più avanti negli anni, che lo usano. La Cannabis, dalla ricerca scientifica appare come la droga Orwelliana dell’adattamento ai desideri soggettivi, alla richieste dell’ambiente, un anestetico pericoloso da qualsiasi conflitto inconscio o conscio.            

Il problema dell’istinto di morte dell’Occidente fatto cultura dell’adattamento a ogni potere a causa della necessità di elaborare un pool di sensi di colpa collettivi, proiettati sui giovani e cristallizzato in una cultura cannibalico-pregenitale ( “Sindrome di Polifemo” ndr ):mediatizzata dalla pubblicità televisiva: “ Se consumi vali”, rimane.  Oggi alle immagini dei massacri del Vietnam si sono sostituiti i massacri dei terroristi islamici o istituzionalizzati. Questo genera sensi di colpa inconsci, rimossi  e “l’anestesia delle coscienze” e anche catarsi per cui c’è una complicità inconscia tra terrorismo islamico e Occidente.  C’è bisogno di proporre nuovi anestetici (droga) per impedire che frustrazione, insoddisfazione,  conflitti inconsci, disoccupazione motivino idee critiche contro una generazione politica di scellerati ed ignoranti, conculcatrice dei diritti dell’uomo e per mantenere il potere politico del governo di turno. Smartphone , Cannabis, “Facebook”   sono i migliori alleati di una generazione politica che accomuna neofiti a squali in un comune progetto di addormentare possibili reazioni di natura etico-esistenziale da parte del mondo giovanile. Esisto se comunico, altrimenti non ci sono.

      La legge che in modo scellerato viene proposta da il PD e 5 Stelle + aggiunti, è dunque la ulteriore rivelazione di un potere“Orwelliano” che vuole annichilire la popolazione riducendola in schiavitù: “Drogati, fa sesso, lavora o non lavora, studia o non studia ma non non pensare, non fare domande, cerca di essere mantenuto dallo stato”:  “Il diavolo probabilmente” direbbe Robert Bresson nell’allegoria straordinaria  della partita a scacchi di Antonius Bloch con la morte ( Ingmar Bergman –Il settimo sigillo), problema non solo individuale oggi  ma dell’Occidente. “Tutto subito, facile e senza fatica”  come un messaggio dallo Smartphone o le speculazioni in borsa da “Trading online” questa è la sostanza dell’anima Orwelliana che legittima oggi ogni potere. La vita prende  significato nel piacere dell’usa e getta, nel fermare il tempo che fugge come un “twit” ,  nell’impedire  qualsiasi forma  di conflitto possibile con il super-io. E’ meglio dunque eliminare il mondo del dover essere per essere migliori di ieri e di qualsiasi possibilità interpretativa di se stessi, alla luce della ricerca di una verità oggettiva su se stessi e il mondo come sta facendo anche la Chiesa di Bergoglio, portando al pragmatismo soggettivo. La Chiesa purtroppo sta abbandonando il ruolo di costruttrice della cultura occidentale, separandosi dalla sua storia e dal pensiero di Agostino d’Ippona, Boezio e Tommaso d’Aquino, radici dell’Occidente  ma in questo degrado culturale e morale, potrebbe ancora recuperare il suo ruolo di “Magistra”, creando una forte dialettica nel vuoto culturale europeo, abbandonando l’inflazione del pragmatismo soggettivista  se adotta la missione della “Fides et Ratio” di Giovanni Paolo II°, che ai giovani insegnava ad amare “L’aria pura della verità” (Bologna 1997) , nelle scelte esistenziali.

   Non è un caso che in questi ultimi quarant’anni gli scellerati che si sono avvicendati ai vari governi in Italia-le generalizzazione purtroppo sono impietose-non hanno fatto politiche reali a favore dei giovani, che non vuole dire come fa il PD con i fulgidi Giachetti, Turco, il  De Maio, il Di Battista, il Fico, i  SEL assecondare se stessi e i giovani nel potere consumare “legalmente” la droga. Certo il servirsi di uno spacciatore per procurarsi la droga per un parlamentare non è politicamente corretto, è meglio coltivarsela .  L’esempio tuttavia è venuto dall’alto quando Ciampi nominò Colombo, cocainomane , esponente di spicco della Università Cattolica, Senatore a vita, per impedirne il rinvio a giudizio. Allora il Senato diventò un Comunità “Terapeutica”.  La legittimazione significa abbassare ulteriormente la percezione del pericolo. Forse sarebbe meglio che questi apostoli della Res Publica,  si occupassero del fallimentare sistema universitario e scientifico , della conculcazione dei diritti dei lavoratori, della mancata preparazione dei docenti in medicina, delle omissioni del Ministero della salute   o della mancanza di un progetto di sviluppo del paese unitario che parta dalle emergenze e fondato teoricamente.  Per fare questo ci vogliono valori, cultura e maturità. Il vero problema  è che una buona parte di loro consuma droga e quindi non vuole esporsi al mercato dello spaccio e che abbiamo un parlamento con molti psicodislettici. Se i firmatari della legge avessero un briciolo di dignità, si sottoporrebbero volontariamente a un test e si dovrebbero autosospendere in caso di positività. Forse “Chef” stellati sarebbero costretti alle rape. Dovrebbe esservi  infatti una legge che impone che il parlamentare che fa uso di droga sia sospeso.  Chi vuole pilotare dovrebbe avere la mente sana e non tossica. Se un parlamentare fa uso di droga  ha dei problemi, e quindi l’Italia è in buone mani. L’idea probabile che vi siano dei consumatori di droga che aspirino al governo è drammatica. Il Grillo parlante dovrebbe imporre ai suoi adepti, aspiranti al governo, un test a meno che la sigla del “Movimento” non sia frutto di un’allucinosi psicodislettica e dato che “l’onestà” è invocata dai suoi parlamentari, presentino una legge che imponga ai parlamentari eletti un test per esaminare la positività al doping. Lo fanno gli atleti che usano i piedi perché non dovrebbero farlo chi vorrebbe usare il cervello per fare gli interessi degli elettori da cui sono pagati ?

I dati scientifici sui danni dalla droga- Cannabis  come appare dall’expertize scientifico pubblicato dalla della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza sono drammatici (  www.adolescentologia.it) , non solo a livello psichico e comportamentale ma a livello biologico (raddoppio del rischio di tumori al polmone-hai sentito bene Veronesi ?). Là dove è stata legalizzata gli incidenti stradali sono aumentati del 30% e i ricoveri in pronto soccorso per intossicazioni acute del 29% , gli abbandoni scolastici del 40%) Insomma il governo Renzi, vuole rendere un bel servizio al paese e ai giovani per mantenere il potere, oppure al contrario vuole porsi come salvatore dei  valori, recuperando l’elettorato , mandando allo sbaraglio “il trombato” di Roma. Una manovra Machiavellica e astuta.  La legalizzazione e la coltivazione inoltre creeranno, come dimostrato, un’iniziazione più facile e un aumento di consumo in chi ne fa uso e attiverà un mercato dello spaccio per i minori, vera palestra dell’inclusione lavorativa degli immigrati. Gli immigrati non sono una risorsa ?

Il rapporto tra droga e politica dagli anni 70,infatti, quando non oggetto di sporche manovre omicide a fini elettorali, come ho vissuto nel 1976, è stato oggetto di un fenomeno ricorrente: quando qualsiasi governo entra in crisi, il dibattito sulla legalizzazione della droga viene usato per sollevare una nuvola che nasconde i reali problemi e avere i voti di chi non andrebbe a votare . La politica della legalizzazione e della coltivazione può creare consenso elettorale da spartirsi . La nuvola di fumo può portare voti  per il “si” al referendum dato che è un esponente del PD il cavaliere dello” spinello”. Infatti l’astuto Renzi tace.   Il tutto sembra una prova di alleanza governativa PD-5 Stelle-SEL. “Drogati d’Italia unitevi per non far cadere il governo e votare “si” al referendum” Il futuro governo, che si costituirà in parlamento, sarà forse  psicodislettico ?

   Il problema tuttavia è drammatico: gli Italiani possono accettare di essere governati da un parlamento in cui almeno il 30% di parlamentari sono drogati  e appaiono essere di un’ignoranza insipiente e/o in grande malafede sul problema ?

   Le legge scellerata,pro-legalizzazione e coltivazione privata, firmata dal fulgido Giachetti, dai 5 Stelle, dal SEL e sicuramente anche da esponenti di altri partiti,anche di opposizione, è tuttavia anticostituzionale ai sensi dell’Art 31 (Tutela dei minori) e 32 ( Tutela salute pubblica) ed è drammatico ma spiegabile (“ad usum delphini”) che ca 150-200 parlamentari l’abbiano firmata e due Presidenti di Commissione l’abbiano presentata. La democrazia invece non si fonda sul falso ma sulla verità, perché solo da essa nasce la libertà. La misura è colma perché c’è in gioco la salute e la vita di migliaia di persone. 

Il Presidente della Camera, Laura Boldrini  , diffidata dalla Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza, farà discutere una legge anticostituzionale,? Se lo farà si prenderà le sue responsabilità e la cosa finirà alla Magistratura. E’ l’unica e imprevedibile possibilità non prevista dai firmatari e da chi vuole trarre profitto di governo dalla nuvola di fumo.

 

Alleghiamo il Comunicato stampa della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. www.adolescentologia.it

Comunicato stampa 3/16 

 

Il 14 Luglio 2016 la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, rappresentata dal prof. Giuseppe R.Brera,ha inviato alla Presidente della Camera,Laura Boldrini, formale diffida ad accettare alla discussione  il testo di legge C 3235  “Giachetti e altri (tra cui  Civati, Di Maio-Fico-Di Battista-Turco. etc) in quanto anti-costituzionale.
  

Come è stato riportato dallo expertize scientifico della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’adolescenza, compiuto dal Centro di ricerca in Medicina centrata sulla persona a cura dello stesso prof.Brera, e pubblicato su www.adolescentologia.it  infatti il consumo di droga dai dati scientifici rappresenta inconfutabilmente un  gravissimo rischio per la salute pubblica, per l’ associazione con disturbi psichiatrici e comportamentali, tumore al polmone, (rischio doppio), mortalità per incidenti stradali,(rischio doppio), insuccesso e abbandono scolastico, danni neurologici ai feti di donne consumatrici di Cannabis  in gestazione. La legalizzazione, dove è stata attuata ha portato a un aumento impressionante di incidenti stradali, di interventi di pronto soccorso,di intossicazioni acute, di espulsioni scolastiche, di commercio illegale.

I ragazzi non consumatori dichiarano che in caso di legalizzazione  della droga la proverebbero e quelli che già ne fanno uso dichiarano che ne aumenterebbero il consumo. 
 
Alla luce dell’expertize scientifico  il progetto di legge dunque  viola  inconfutabilmente l’art. 31 (tutele dei minori) e 32 della Costituzione (tutela della salute pubblica),come è avvenuto anche con la legge sulla legittimazione delle Unioni civili omosessuali per cui è in corso un’indagine della Magistratura sulle omissioni delle  responsabilità istituzionali che hanno portato alla sua approvazione, malgrado la conoscenza dei dati scientifici sulla materia.

La SIAd ha chiesto inoltre le dimissioni dei Presidenti delle Commissioni  Giustizia e affari sociali e dei  firmatari della legge e la loro sospensione dall’attività parlamentare per attività anticostituzionale e in caso di discussione del disegno di legge agirà legalmente.

©Giuseppe R.Brera 2016   Ogni riproduzione non autorizzata è vietata

DIFFIDATA LA BOLDRINI !

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In modo molto determinato la “Presidente della Camera” è stata diffidata dalla Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza www.adolescentologia.it dal porre in discussione il DDL sulla legalizzazione della droga firmato dal noto  Giachetti e dal direttorio dei “5 Stelle” con la benedizione del SEL, di cui un esponente è stato relatore,con la firma di ca 150 parlamentari di cui almeno il 50% sono consumatori di droga, secondo l’estensione della statistica delle “Iene”. (prove di governo psico-dislettico ?: “Uniti nella droga si vince”).

IL DDl appare incostituzionale e quindi non discutibile ai sensi dell’art.31 (tutela dei minori” e dell’art. 32 della Costituzione .(tutela della salute pubblica)

Ecco il testo  del Comunicato  della  SIAd  www.adolescentologia.it

Comunicato stampa SIAd 3/16 

Il 14 Luglio 2016 la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, rappresentata dal prof. Giuseppe R.Brera,ha inviato alla Presidente della Camera,Laura Boldrini, formale diffida ad accettare alla discussione  il testo di legge C 3235  “Giachetti e altri (tra cui  Civati, Di Maio-Fico-Di Battista-Turco. etc) in quanto anti-costituzionale.
  

Come è stato riportato dallo expertize scientifico della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’adolescenza, compiuto dal Centro di ricerca in Medicina centrata sulla persona a cura dello stesso prof.Brera, e pubblicato su www.adolescentologia.it  infatti il consumo di droga dai dati scientifici rappresenta inconfutabilmente un  gravissimo rischio per la salute pubblica, per l’ associazione con disturbi psichiatrici e comportamentali, tumore al polmone, (rischio doppio), mortalità per incidenti stradali,(rischio doppio), insuccesso e abbandono scolastico, danni neurologici ai feti di donne consumatrici di Cannabis  in gestazione. La legalizzazione, dove è stata attuata ha portato a un aumento impressionante di incidenti stradali, di interventi di pronto soccorso,di intossicazioni acute, di espulsioni scolastiche, di commercio illegale.

I ragazzi non consumatori dichiarano che in caso di legalizzazione  della droga la proverebbero e quelli che già ne fanno uso dichiarano che ne aumenterebbero il consumo. 
 
Alla luce dell’expertize scientifico  il progetto di legge dunque  viola  inconfutabilmente l’art. 31 (tutela dei minori) e 32 della Costituzione (tutela della salute pubblica),come è avvenuto anche con la legge sulla legittimazione delle Unioni civili omosessuali per cui è in corso un’indagine della Magistratura sulle omissioni delle  responsabilità istituzionali che hanno portato alla sua approvazione, malgrado la conoscenza dei dati scientifici sulla materia.

La SIAd ha chiesto inoltre le dimissioni dei Presidenti delle Commissioni  Giustizia e affari sociali e dei  firmatari della legge e la loro sospensione dall’attività parlamentare per attività anticostituzionale e in caso di discussione del disegno di legge agirà legalmente.4

Poiché il DDL è stato approvato da due commissioni (Giustizia e affari sociali) composta sicuramente anche da consumatori di droga, abbiamo il paradosso che il parlamento viola la Costituzione e poiché la Cannabis, tra gli altri effetti, provoca disturbi cognitivi,si può affermare che gli Italiani siano in buone mani . Non c’è da stare allegri se aspiranti al governo o uomini del partito di governo siano consumatori di droga!