IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO

 

asino 3

 

 

da Giuseppe R.Brera- Il Federalismo scientifico ed Universitario . Università Ambrosiana. 2010

 

1.1 Università

 

L’ Università  italiana non valorizza le risorse e le intelligenze dei giovani. Nello score internazionale la  Scuola Normale Superiore di Pisa,  occupa il 112° posto, seguita al 180° posto dalla Scuola Superiore Sant’Anna e al 198° posto dall’Università di Trento. Tra la posizione 200 e 250 si trovano poi l’Università di Bologna,  il Politecnico di Milano e la Sapienza di Roma.

Per le umanistiche le cose vanno meglio: il nostro Paese è al 42° con la Sapienza di Roma, al 60° posto con la Scuola Normale Superiore di Pisa e all’82° posto con l’Università di Bologna.Nelle classifiche dei 100 migliori atenei in campo medico e delle scienze umane non compare invece nessuna università italiana.

Dalle statistiche del Comitato Nazionale della valutazione del sistema universitaria (soppresso dall’ANVUR )appaiono dati che documentano l’insipiente lavoro fatto da un sistema statale e centralizzato e che possono essere riassunte schematicamente come il desolante risultato di governi governati da un sistema di potere burocratico-universitario-statale:

  1. Non realizzazione titolo V della Costituzione: devoluzione dell’istruzione alle Regioni e accentramento statale della formazione universitaria e della ricerca, con effetti disastrosi per l’economia.

nota: il Governo Renzi, vorrebbe abolire con il Referendum l’art.5,statalizzando un sistema fallimentare non realizzando il diritto allo studio, dando risorse agli studenti, rendendoli liberi di scegliere il miglior ateneo,come ho proposto da tempo. E’ necessario abolire un sistema parassitario centrato sul potere illecito del MIUR 

  1. Basso numero d’immatricolati ( a livello di preriforma del 1999): 51 % dei 19 enni/ 2007-2008 , il 68,9 % dei diplomati con un calo del 6,1 % dal 2002-2003: il pezzo di carta esercita sempre meno fascino. Scarse motivazioni dunque a iscriversi all’Università. Contrazione delle iscrizioni : nel 2015 < 20%.

Nel dettaglio, il numero totale di iscritti, aumentato successivamente all’avvio della riforma, aveva raggiunto un picco di quasi 1.824 mila iscritti nell’anno accademico 2005/06 ridottisi nell’anno accademico 2007/08 a poco più di 1.809 mila.

Anche il numero degli immatricolati, ovvero i nuovi ingressi nel sistema universitario, ha seguito ilmedesimo andamento, avendo raggiunto il massimo di oltre 338 mila immatricolati nell’annoaccademico 2003/04 per poi diminuire progressivamente fino a quota 307.533 nel    2007/08 [1]

  1. Abbandoni al secondo anno: 17.7% degli studenti ; immatricolati inattivi  al secondo anno12,5 % iscritti inattivi ( senza aver dato un esame nell’anno successivo) 20,5%  ca 40 % di studenti fuori corso. Laurea nei tempi previsti dal curriculum  corso < del 2% (sanitarie > 60%). Gli effetti della legge 509 (Zecchino) non sono stati quelli attesi. C’è da domandarsi la ragione del fallimento dei corsi triennali.

    Ogni dieci studenti iscritti, quattro sono fuori corso (“non regolari”). Gli studenti iscritti incorso (i “regolari”) sono poco più di un milione, pari al 60,2%”;

 

  • per i corsi del nuovo ordinamento, la regolarità negli studi si è ridotta rispetto all’anno accademico precedente, toccando i valori più bassi dall’introduzione della riforma; si riduce leggermente (dal 20% al 17,7%) la quota degli “abbandoni”: per ogni cinque/sei studenti immatricolati, uno lascia gli studi dopo il primo anno. La percentuale, comunque elevata, indica la necessità di una più efficace attività di orientamento e tutoraggio nei confronti dei nuovi ingressi;
  • per ogni sei iscritti, uno è “inattivo” (non ha sostenuto alcun esame o acquisito crediti  nell’ultimo anno solare). Gli “immatricolati inattivi” diminuiscono leggermente rispettoall’anno precedente (dal 15,7% al 12,5%);
  • le facoltà con gli studenti più “regolari” sono quelle dove vi sono prove di selezione

    all’ingresso e accessi programmati[2]

  1. Basso numero di laureati in corso:

Il confronto tra gli anni 2005, 2006 e 2007 e 2008, evidenzia la flessione sia della proporzione di laureati in corso (dal 35,6% nel 2005, al 30,3% nel 2006, al 29,9% nel 2007 fino al 26,8 nel 2008. Se la flessione dei laureati in corso proseguirà anche in futuro, come è verosimile, è evidente chel’obiettivo di ridurre la durata del tempo di laurea previsto dalla riforma degli ordinamentididattici, sarà difficilmente raggiungibile (sono infatti aumentati i tempi per conseguire la laureatriennale, che ora sono già pari a 4,7 anni superando – oggi come allora, con il vecchio ordinamento – il 50% della durata canonica) [3]

  1. Paradossale alto numero di corsi con pochi studenti ( spreco di risorse speculative per ruoli universitari “ vitalizi” ad pensionem e probabilmente qualche corso di nicchia innovativa.

il 10,8% dei corsi di studio (369 su 3.436) ha meno di 10 immatricolati e il 17,8 % dei

corsi ha un numero di immatricolati non superiori a 15 studenti[4]

  1. Mancanza di un valore sociale dello studio universitario, mancanza di realizzazione concreta del diritto allo studio: Investimento sugli studenti non sufficiente: solo il 6,9% della spesa contro il 64% delle spese per personale (44%  per i docenti  e 20 %  per l’amministrazione)
  2. Mancanza di riconoscimento dell’autonomia delle università: permanenza dell’obsoleto doppio sistema (Statali e libere); mancanza di accreditamento di corsi da enti certificatori privati iscritti all’ENQA (Organismo europeo degli Enti certificatori dell’Università). Mancanza di adeguamento alla prescrizione del Bologna “Process” e dell’ENQA per una completa autonomia Università e stato.
  3. Esistenza di una cupola di potere burocratico statale che ha annichilito la storia dell’Università italiana e la ricerca, formata da Direttori del MIUR e da Consiglio nazionale Universitario e Conferenza dei Rettori (CRUI) e oggi ANVUR  favorenti non lo sviluppo  e la responsabilità ma la statalizzazione e l’esilio scientifico di migliaia di giovani talenti.
  4. Arruolamento dei docenti tramite lo stato, non diretto e per merito dall’Università.
  5. Età vecchia docenti e ricercatori con età media: 59,4% ordinari; 44% Associati; 45,2 ricercatori . Controllo ed inibizione del sistema di ricerca dal sistema universitario: Dottorati di ricerca “statali”e soffocati da sistema. Difficili rapporti tra Università e ricerca.
  6. I ricercatori universitari sono, nel 2009, 25.683. Con bandi di concorso fatti senza una adeguata programmazione, appare particolarmente alta l’età all’ingresso nei ruoli (tra i 35 e i 38 anni) e la loro età media è di 45,2 anni. Appare particolarmente critico l’innalzamento delle età di ingresso dei ricercatori, che è aumentata di oltre 1,5 anni dal 1998 e di oltre 5 anni dal 1980 (data di creazione di questo ruolo).[5]
  7. Non responsabilizzazione finanziaria delle Università legata a qualità e merito docenti e studenti e strutture.
  8. Implemento spesa ruoli amministrativi dal 2001 a 2006 rispetto alla spesa per i docenti : 60% nel nord-est/ovest. All’arruolamento di  un docente corrispondono due amministrativi.
  9. Fenomeni migratori dal SUD- Trentino-Valle d’Aosta.
  10. Incredibile esistenza fittizia di un “valore legale del titolo” in contrasto alla legge 1592 1933,art.172 : lo stato è “fuori legge” ! Il potere di conferire un valore legale ai titoli è stato ed è un pleonasma burocratico illecito dell’esame di stato per mantenere il controllo statale da parte del MIUR, il  controllo istitutivo dello stato di nuove università tramite il” valore legale del titolo” e conflitto d’interessi regionale attribuendo un potere illecito alle università già presenti, creando un conflitto d’interessi (DPR  Prodi Berlinguer Bassanini  25 del 27 Gennaio 1998).
  11. Il sistema scolastico primario secondario è più liberale del sistema universitario : paradosso evidenziato dalla Corte Costituzionale.
  12. Controllo da parte del MIUR edell’ANVUR  della libertà accademica ed ostacoli all’innovazione.
  13. Proliferazione del personale docente: dal 2000 gli ordinari ( 18.863) sono aumentati del 25,1%, gli associati (17.168) del 48,7 %, i ricercatori del 52,2%.(25.684)
  14. Disparità di trattamento tra ordinari e altro personale docente
  15. Ricerca fata in sette Regioni su 20
  16. Ostacolo e guerra all’innovazione   (vedere nota)
  17. Non valorizzazione ricecatori
  18. Esilio scientifico dei ricercatori

 Considerando che l’andamento delle spese annuali per le retribuzioni fisse è influenzato, per idocenti, dagli incrementi (biennali) per progressioni di carriera e dagli adeguamenti annuali al costo della vita, si evidenzia che, negli 11anni tra il 1998 e il 2008, a fronte di un incremento complessivo delle spese per assegni fissi del 50% (circa 4,5% per anno), determinato anche dall’aumento dei soggetti inquadrati (+ 23 %), le spese per le retribuzioni fisse ai professori ordinari è aumentato dell’80% mentre per le altre categorie gli incrementi sono inferiori al 45%

Il diritto allo studio in Italia sembra garantito  da un basso costo d’iscrizione ai corsi con una notevole sperequazione tra Nord, Centro e Sud. In Calabria e in Basilicata l’iscrizione a un corso di laurea costa in media ca 400 euro,meno del costo medio annuo dello studente al sistema (616 euro).

Dai dati emerge che per circa un terzo degli iscritti viene richiesta una contribuzione superiore ai 1.000 €, ma con una forte variabilità di comportamenti tra le diverse aree geografiche(53,1% al Nord-Ovest, 64,5% nel Nord-Est, 34,3% al Centro, 5,2% al Sud e Isole).Ipotizzando che all’interno delle classi i valori siano distribuiti in maniera uniforme è possibile calcolare la contribuzione media per studente, attribuendo alle frequenze registrate il valore centrale della classe. La distribuzione dei valori così calcolati è riportata nella tabella 6.8bis, dalla quale si può osservare che la contribuzione media per studente è più che doppia negli atenei del Nord-Ovest (1.218 euro circa per studente) rispetto a quella degli atenei del Sud (544 euro per studente).[6]

 

1.1   CONSIDERAZIONI FINANZIARIE SUL FULGIDO SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO  CHE IL MIUR VORREBBE CONSERVARE E INCENTIVARE

 

  Su 12,8 miliardi di euro, di entrate  (2007)complessive si registra con un incremento del 4,4% rispetto all’anno precedente. (2006). L’incidenza delle entrate complessiva da parte del MIUR appare essere del 64,3% con una diminuzione dal 2001 ( 72,9 %). Tuttavia c’è stato un aumento considerevole di entrate da contributi esterni in modo pressoché uniforme dal Nord al Sud (media media 17% con un aumento di 1,2% dal 2996 al 2007). Questo indica le potenzialità di una maggiore liberalizzazione del sistema.

La capacità degli atenei statali di attrarre finanziamenti esterni, attraverso convenzioni,contratti e vendita di servizi a imprese e istituzioni  continua a migliorare segno che liberalizzando aumentano le risorse, non a vantaggio degli studenti.

Questa voce, che evidenzia lo sforzo imprenditoriale delle nostre università,ha segnato, un aumento del 12% rispetto al 2006 e addirittura del 52% rispetto al 2005. E’ bene sottolineare sin da ora che la crescita di questa componente,che rappresenta un segnale della capacità imprenditoriale delle nostre università,ha degli ovvi effetti sull’incremento delle uscite, poiché le entrate finalizzate vengono in larga parte acquisite a fronte di specifiche attività di formazione e diricerca “addizionali”, che solo in parte vengono fatte rientrare nell’impegno istituzionale del personale strutturato.[7]

 Le uscite globali del sistema sono 12 miliardi e 964.000.000. Il costo della spesa per il personale (8.150.265- include collaboratori ed esperti linguistici e assegni di ricerca) è circa otto volte  il costo dei contributi per la formazione degli studenti. (1.115.341). Il 63% delle spese è assorbito dal personale, contro lo 8,6% per il diritto allo studio. Uno studente costa al sistema 7166 euro  contro gli 82.503 euro dei docenti e i 40.360 del personale amministrativo.[8], e ne versa in media 947. Il sistema è dunque centrato sui costi del personale non sullo studente.  I docenti sono 61.992,  gli studenti 1.809.000. Per le università statali  si è verificato dal 1998 al 2009 un aumento complessivo di 12.226 docenti (+25,5%) ed in particolare: 5.447 professori ordinari (+42,9%) e 6.861 ricercatori (+38,8%) con una riduzione di 82 professori associati (-0,5%).

Gli studenti del Nord-Ovest versano in media 1218 euro , circa la metà del loro costo, mentre gli studenti del sud versano poco più di quanto costano ( euro 699). In Calabria e in Basilicata versano ca 400 euro nelle isole 500.  I corsi universitari ( laurea breve+specialistica) sono 3436 con i dottorati di ricerca 5835. Un corso ( 5835 con dottorati di ricerca)  costa in media all’anno  : 2 .221.765 (quattro miliardi e più delle vecchie lire) senza dottorati ( 3436)  un corso costa 3.772.992, cifre incredibili .

 I docenti di un corso (in media 18,6 su 3456 )costano all’anno in media 1 milione 505. 735 euro.. (tre miliardi delle vecchie lire) contro il costo di  2 milioni 221.460 degli studenti.( in media 310 per corso).Il rapporto docenti/studenti è 1/ 17,2 studenti.

 I corsi minimi (17,8 % con < di 15 studenti  sono 618 con 11.136 docenti e 6180 studenti , costano euro 1.357.585.788 all’anno  .Computando una media di 10 studenti per corso coinvolgono 6110 studenti per 611 corsi i cui docenti (11.136)  costano al contribuente euro 930.078.720 .

 Uno studente di questi corsi costa  euro 222.191 all’anno ! 

Le discipline d’insegnamento attive ( almeno 1 studente) sono 180.001 . Il costo di un insegnamento all’anno  è di euro 70.021. euro. E importante sottolineare come 71.008 insegnamenti (39,86%) sono fino a quattro crediti di formazione che corrispondono a 100 ore anno d’insegnamento.

Il personale tecnico amministrativo costa in media per corso : 1 milione e 684 mila 325 e il funzionamento: 852 442 mentre gli interventi a favore degli studenti costano meno del funzionamento : 573 440 . Con le spese per l’acquisizione ben (670 448) e i costi del personale tecnico e amministrativo(1.684.325) queste tre voci da sole costano 3 milioni 207 mila  in tre anni, cioè quattro volte gli interventi a favore degli studenti. Ci si domanda cosa le Università  acquistino per più di un miliardo delle vecchie lire o cosa debba funzionare in un corso per più di un miliardo e mezzo. Se riferiamo questi costi inoltre al 17,8 % ai 618 corsi sotto i quindici studenti di partecipazione, si vede come le università statali si possono pemettere questi sprechi in ragione del fatto che nessuno paga di persona: solo Pantalone che mantiene ruoli docenti e personale a vitalizio pensionistico.

Aggiungiamo il fatto che

Quanto costa un ora d’insegnamento al paese?

Un docente di ruolo in Italia insegna per 300 ore l’anno il che significa computando 36 settimane di attività 8,3 ore d’insegnamento la settimana. Per medicina le ore si riducono a 3,5,  per medicina veterinaria a 3,7. (155 ore -167 ore l’anno). Un docente di ruolo non medico costa ca 226 euro all’ora d’insegnamento. un docente medico, ( 155 ore-6,2 CF)  532 euro, un docente medico veterinario (167 h-6.7 CF)  494 euro.

S1 Le “Chicche” del sistema universitario e scientifico italiano: i corsi di laurea in “Scienze e tecniche equine , Podologia, Turismo alpino, Tecnologie del Fitness, Benessere del cane e del gatto,Scienza e tecnologia del packaging, Comunicazione della società della globalizzazione,Scienza della mediazione linguistica per traduttori e dialogisti televisivi etc”

I vitalizi ad “pensionem” delle fulgide intelligenze didattiche e scientifiche del sistema universitario e scientifico italiano.

I corsi minimi (17,8 % con < di 15 studenti  sono 618 con 11.136 docenti e 6180 studenti , costano euro 1.357.585.788 all’anno  .Computando una media di 10 studenti per corso coinvolgono 6110 studenti per 611 corsi i cui docenti (11.136)  costano al contribuente euro 930.078.720 .

 Uno studente di questi corsi costa  euro 222.191 all’anno

          Le entrate contributive degli studenti sono il 12,5% cioè  euro 1.600.000.  Per studente:in media Nord-est 1292,81, (trentino 781 euro),  Nord ovest 1210,78, Centro 951,78, Sud 699,37, (Calabria 470, Basilicata 472).  Isole 582,42. (media Italia 947,39).

Le spese per il funzionamento dell’Università e di acquisto beni  ammontano a 1.658.000.000, (12,8%),oneri finanziari e tributari, 173,714,(1,3%),acquisizione e valorizzazione beni durevoli 1.304.922, 10,1%) estinzione mutui e prestiti 236.415.(1,8%),trasferimenti 178.516 (1,4%).

Da queste cifre si desume come le spese per il funzionamento dell’università e logistiche, da sole assorbono il 22,9% delle risorse cioè 2962 miliardi di euro contro lo 8,6 % dato agli studenti che per il diritto allo studio che contribuiscono al sistema con il 12,5% (Un miliardo e 600 milioni) !!  senza contare il restante 4,5% ad altre voci. E evidente uno sperpero dovuto al fatto che gli enti hanno sempre un “Pantalone” pagante senza autonome responsabilità amministrative e a considerare gli studenti la cenerentola del sistema. E ‘ chiaro che questo non si può risolvere aumentando sistemi di controllo statali mediati da “Direttori generali”, i cui stipendi, pagati dallo stato, aumenteranno il carico della spesa pubblica per l’Università ( ca 16.000.000 all’anno)  che obbediranno alle solite leggi clientelari senza paralare della scriteriata politica di implementazione dei ruoli amministrativi centrali che la riforma Gelmini, richiederà necessariamente.

          Una ricerca dell’Università Ambrosiana del Giugno 2009, aveva visto che lo 89% degli studenti era favorevole a ricevere un finanziamento dalle Regioni di almeno 500 euro, contro il superamento del 70% degli esami nell’anno precedente. ( altro che “concorso nazionale” per il premio di studio proposta dallo scellerato progetto Gelmini che gode dell’appoggio della “ Cupola”. (CRUI,CUN,MIUR). E chiaro che un diverso sistema realmente meritocratico e governato dalle singole università controllerebbe l’efficacia formativa e lavorativa di migliaia di mediocri e ben pagati nulla-facenti o di burocrati delegati a fare gli interessi dei solo dei docenti, come appare dalle posizioni della CRUI, contro l’Europa.

Questo costerebbe in proporzione  al numero degli studenti delle Regioni 10 miliardi e 854 milioni, cifra inferiore al costo dell’intero sistema e che con una diversa struttura organizzativa e amministrativa come proposta dal disegno di legge quadro dell’Università Ambrosiana sarebbe facilmente raggiungibile. Gli studenti un questo modo potrebbero scegliere l’Università e i corsi migliori con un  portafoglio di 6000 euro (minimo). E un cambiamento  totale di filosofia. Infatti le Università sarebbero costrette a migliorare la qualità non tanto per indicatori decisi dal famigerato MIUR, quanto per quello gli servirebbe per attrarre gli studenti: i migliori docenti, le migliori richieste di lavoro, le migliori strutture. Si attiverebbe un volano. I concorsi nazionali per insegnare non avrebbero più senso e le Università farebbero a gara, come team sportivi per aumentare la qualità e aiutare gli studenti migliori (futuri docenti) e chiamare i migliori docenti, pagandoli secondo il loro merito. I docenti per essere pagati meglio lavorerebbero meglio. Altro che scatto di stipendio o la standardizzazione della legge Gelmini.

E dunque necessario un cambiamento radicale con una riforma che cambi filosofia strutturale costruendo un sistema che premi  singole responsabilità autonome degli atenei, degli studenti, dei docenti, del personale. Lo spreco di risorse infatti appare dovuto alla diffusa cultura che c’è nelle istituzioni statali, del “posto garantito e inamovibile” e dagli sprechi della dirigenza  che non “paga” di persona.

          L’Università italiana assorbe molte risorse per il personale e finanzia poco gli studenti. Il sistema presenta qui la massima criticità, tenendo presente gli abbandoni e l’inattività (40%).degli studenti e la lunghezza media del percorso pre-laurea nei corsi triennali ( 4.7 anni). Dal 2001 (legge Zecchino) le spese del personale  sono aumentate del 41%, le spese per il funzionamento del 34%,gli interventi a favore degli studenti del 63,7% , gli oneri finanziari e i tributi dello 83%,estinzione mutui e prestiti del 294%,trasferimenti del 133%.

          E chiaro che la filosofia finanziaria del sistema dovrebbe seguire un miglioramento della qualità, ma non secondo la filosofia di accentramento e di controllo, con una meritocrazia decisa dallo stato, paralizzante ogni innovazione e come abbiamo visto  Infatti si può spiegare la lunghezza del tempo impiegato per i corsi di laurea, l’alta percentuale degli studenti inattivi e degli abbandoni solo con la scarsa capacità dei docenti di motivare, pur essendo lautamente pagati dallo stato. E il solito tran-tran (cappuccino e briosche liscia e ripiena alle 10 di mattina). Il ruolo universitario è un vitalizio per la pensione. Può capitare che un docente sia bravo  è stimolante, a meno che non unisca mafiosità diplomatica e clientelare , per vincere un “concorso” con le proprie risorse. A livello finanziario si evidenzia il parassitismo dei docenti italiani, le cui ore di lavoro sono strapagate, a svantaggio degli studenti. Il sistema va rivoluzionato a loro favore, facendoli divenire arbitri della qualità secondo il disegno di legge che il libro presenta. La struttura del sistema deve cambiare radicalmente filosofia centrandolo sulla qualità delle persone e sulla responsabilità diretta e autonoma degi atenei, che così pagheranno direttamente se vogliono i corsi di laurea in “Scienze equine” o “podologia” assicurando vitalizi a ciurme di intelligenze didattiche e scientifiche.

 

Nota

  1. il MIUR non ha gradito il progetto di sua abolizione da parte dell’Università Ambrosiana verso un sistema fondato sulla qualità certificata da enti indipendenti come in Germania e secondo l’ENQA con il  finaziamento diretto degli studenti  e decentrato nelle Regioni in enti autonomi dalle stesse come espresso nel saggio, che riscrive il sistema universitario e scientifico italiano, contro la legge Gelmini ( anticostituzionale), frutto di un grave compromesso a danno degli studenti per sanare i buchi amministrativi delle Università Statali (Golden standard Università di Siena).
  2. L’Università Ambrosiana www.unambro.it, leader nel mondo in Medical Education ( procedure per formare medici, studenti di medicina, ) parola araba per l’Italia- che non ha un docente di medicina preparato ad insegnare e che usa metodi obsoleti-e istituente il cambiamento storico di paradigma della Medicina e del concetto di salute : e considerata dalla WHO come pioniere della formazione del medico:http://www.unambro.it/html/Person-Centred-Medicine.htm  avendo denunciato che il MIUR agisce fuori legge in modo autoreferenziale e anticostituzionale, nel merito di attribuire un valore legale inesistente -come sostenuto anche da Sabino Cassese-ai diplomi accademici, centro del suo potere illegittimo,paralizzante l’Università italiana, (art 172 DR 1592 1933 e documento del Senato 280 2011) è stata oggetto di uno stalking burocratico e diffamatorio, oggetto oggi dell’indagine della Magistratura penale contro gli autori e lo stesso MIUR e l’AGCOM. (vedere contro informazione dell’ Università Ambrosiana in www.unambro.it). La guerra è derivata dal fatto che sosteniamo l’abolizione del MIUR e della legge Gelmini, con un cambiamento radicale del sistema con una nuova legge quadro, valorizzante il diritto allo studio degli studenti che dovrebbero essere liberi di scegliere le Università in relazione al rapporto qualità -costi, con un finanziamento diretto (altro che ” gli 80 euro” agli italiani del fulgido programma di sviluppo del Renzi !).Il problema non è la natura giuridica degli atenei ma la qualità dell’offerta formativa, e un sistema incentivante la ricerca e l’innovazione,che non può essere oggetto di controllo statale, se legata a un sistema in cui le Università sono completamente autonome e responsabili  sul piano finanziario e quindi incentivate al merito, che non può essere controllato dallo stato, come l’idiota legge Gelmini ha istituito, addirittura con una fondazione finanziata dal Ministro del tesoro, dove riciclare i pensionati del MIUR, responsabili del fallimento del sistema. 
  3. Un impoirtante motivo del NO al referendum costituzionale e del promuovere le dimissioni del governo e la volontà di accentrare sullo stato il contollo del sistema universitario e scientifico contro l’interesse degli studenti e lo sviluppo del paese.

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ordine editoriale

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aderisci a http://www.unicono.it -cambiamo l’Italia ( non senso del Governo Renzi)

           

 

 

 

 

                   

 

[1] CNVSU  X° Rapporto sullo stato dell’Università Italiana

[2] Ibidem 1

[3] Ibidem 1

[4] Ibidem 1

[5] Ibidem 1

[6] Ibidem 1

[7] Ibidem 1

[8] Dati per anno

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CANNABIS E ASINI D’ITALIA

governo renzi

 

I dati scientifici su danni alla salute della Cannabis sono impressionanti. Una meta-analisi del 2012 (Canada), evidenzia che la Cannabis aveva causato 287 morti, 10.553 anni persi per mortalità prematura, 55.813  anni per disabilità, 66.346 anni persi per disabilità riferite a cause specifiche come schizofrenia, tumori al polmone e incidenti stradali. Il rischio di disturbi schizofrenici è particolarmente grave ( da 2 a 9 volte superiore)  quando l’uso inizia nell’adolescenza e in individui vulnerabili in cui la schizofrenia è slatentizzata. ( Semple DM 2005).  Lo studio NESARC del 2015 ,sulla qualità della vita e le conseguenze psichiatriche del consumo di cannabis, nicotina e alcool,  conferma che il consumo regolare della sola Cannabis più dell’alcool, è associato a più alti tassi di patologie psichiatriche ed è predittivo di un maggior rischio di disturbi da attacchi di panico con agorafobia, fobia sociale, disturbi bipolari. Uno studio svedese  su 49.321 soggetti,  mostra inconfutabilmente che il forte consumo di Cannabis raddoppia il rischio di tumore al polmone e  in Tunisia, di otto volte se al fumo della Cannabis è associato il tabacco, fatto determinato geneticamente. Studi epidemiologici dal 1993 al 2013 evidenziano che la Cannabis provoca disturbi cognitivi ,raddoppia gli incidenti stradali, confermando la comparsa di psicosi nell’età adulta. La ricerca epigenetica e genetica corrobora in modo inconfutabile i dati epidemiologici: la cannabis è genotossica, con un meccanismo simile alla talinomide, induce il cancro in quanto silenzia geni onco-soppressori, e le alterazioni genetiche si trasmettono ai figli ( Reece AS, Hulse GK 2016). La dipendenza ha basi genetiche ed è trasmissibile (Stringer S e aa 2016). Chi si  droga trasmette ai figli un’alta probabilità di dipendenza a tutte le droghe. Danni neurologici ai feti, con alterazioni cognitivo-comportamentali nella vita adulta, sono causati dalle gestanti consumatrici. In Colorado dove la Cannabis è legalizzata c’è stato un aumento generale del 32% della mortalità  per incidenti stradali, un aumento di interventi di pronto soccorso del 29% per intossicazioni acute  e di ospedalizzazioni del 38%, un aumento delle chiamate per il centro antiveleni del 72%, un aumento del 40% delle espulsioni da scuola rispetto al 2008 e un aumento della criminalità del 10%.  Le intenzioni al consumo di droga in caso di legalizzazione mostrano, che il 10% dei ragazzi non consumatori avrebbero provato, mentre il 18% dei consumatori ne avrebbe aumentato il consumo (spillover effect). L’ipotesi che la legalizzazione porterebbe a una diminuzione dello spaccio illegale è falsa, perché è facile, anche se non matematico, l’uncinamento ad altre droghe anche per motivi genetici, con allegria della  criminalità organizzata. La legge- che unisce stranamente avversari politici- (PD-5 Stelle), provocherebbe inoltre un mercato illecito destinato ai minori, con stimoli per l’inclusione lavorativa dell’immigrato. I dati, pubblicati per intero su www.adolescentologia.it (Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza) e inviati, con diffida alla discussione della legge, al Presidente della Camera, creano una pregiudiziale di anticostituzionalità ai sensi dell’art.31 ( tutela dei minori) e 32 (tutela della salute pubblica).  Una legge per tutelare la salute di tutti,ispirata alla “Tolleranza zero”(Dupont 1986),vincente sulla “Strategia di riduzione dl danno”, sarebbe invece necessaria: dove c’è un consumatore dopo sei mesi ce ne sono 10. La droga si diffonde come una malattia infettiva. La possibilità di percepire il consumo di droga è il maggiore fattore di rischio: i genitori sono avvisati, soprattutto nell’atmosfera lassista del periodo estivo. La famiglia, ( coesione, valori, fermezza)  e le qualità delle cure materne nella prima infanzia appaiono come fattori protettivi. C’è purtroppo il fondato sospetto di un “Usum delphini” motivante i firmatari della legge di cui ,secondo le “Iene” Il 32% è un drogato. I politici, oggi “Orwelliani”, inoltre si sono serviti sempre della droga per distrarre il paese e speculare sui voti. I firmatari- anche avversari politici- se fossero “Onorevoli”, non psicodislettici (o “ex”) , dovrebbero sottoporsi a un test e se positivo auto-sospendersi. Ogni schiavitù si sviluppa nella mancanza di ragione e di virtù (Zenone) che nell’ignoranza  confonde  arbitrio con libertà : “In veritate libertas”,

Giuseppe R.Brera *   presidente@adolescentologia.it

Presidente Società Italiana di Adolescentologia e medicina dell’adolescenza

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©Copyright Giuseppe R.Brera 2016 ( libera pubblicazione se autorizzata)

 

 

 

 

 

NO A GOVERNI PSICODISLETTICI :LA LEGALIZZAZIONE DELLA DROGA E’ ANTICOSTITUZIONALE

psichiatra-milano

  La  Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza , che dal 1991 si occupa della salute e delle strategie educative e preventive per la salute degli adolescenti, arruolando esclusivamente medici ed educatori formati a questo in modo rigoroso,ha pubblicato sul sito www.adolescentolgia.it   su “Adolescentologia-Giornale Italiano di Adolescentologia, un  “expertize scientifico” che mostra inconfutabilmente come la diffusione del consumo della Cannabis sia un grave attentato alla salute dei minori, e alla salute pubblica, tutelati dall’art. 31 e 32 della Costituzione. La stessa discussione della legge è dunque non lecita e il Presidente della Camera ha il dovere di non accettarla alla discussione.

  Le ragioni  dell’anticostituzionalità  sono di natura scientifica, ben corroborate da studi clinici, epidemiologici e sperimentali .I principi farmacologicamente attivi della Cannabis, alla luce delle conoscenze attuali, che possono tuttavia trovare applicazioni sanitarie-ancora in fase di studio- provocano disturbi cognitivi, problemi comportamentali e gravi problemi psichiatrici, quali disturbi schizofrenici, raddoppiano il rischio di tumori al polmone. I disturbi cognitivi aumentano in modo drammatico il rischio di abbandono scolastico e d’incidenti stradali, di cui tutta la popolazione già diviene vittima, per il clima diffuso di tolleranza nella società. E’ facile infatti in qualsiasi giardino pubblico incontrare ragazzini e ragazzine che a alcool associano il consumo della Cannabis, eufemizzata semanticamente dallo spaccio ,per la diffusione della tolleranza, come “spinello” o “canna”. La parola “merda” è ormai scomparsa.

Le gravi  conseguenze per la salute pubblica sono ben documentate. L’importante  studio: “The burden of disease attributable to cannabis use in Canada in 2012” , una meta-analisi sui dati canadesi del 2012,evidenzia che nell’anno l’uso della Cannabis aveva causato 287 morti, 10.553 anni persi per mortalità prematura,55.813  anni per disabilità,66.346 anni persi per disabilità riferite a cause specifiche come schizofrenia, tumori al polmone e incidenti stradali. Questi dati sono più bassi di quelli attribuibili ad altri tipi di droga.

Lo studio NESARC del 2015 sulla qualità della vita e le conseguenze psichiatriche del consumo di cannabis, nicotina e alcool su un vasto campione, ( N = 43,093, e N = 34,653) dalla “ National Epidemiological Survey on Alcohol and Related Conditions (NESARC)”, conferma i lavori precedenti mostrando come il consumo regolare della sola Cannabis è associato a piu’ alti tassi di patologie psichiatriche ed è predittivo di un maggior rischio di disturbi da attacchi di panico con agorafobia, fobia sociale, disturbi bipolari, il tabagismo ,disturbi d’ansia, depressivi, mentre l’alcool era predittivo di un tasso piu’ basso rispetto alla media di questi problemi.

Una importante review del 2005 già documentava delle associazioni tra consumo di Cannabis e maggior rischio di alcuni tumori anche se in molti lavori non c’era la definizione della dose: “Zhang e colleghi riportano che il consumo di MJ  puo’ aumentare il rischio di tumori della testa e del collo in uno studio ospedaliero caso-controllo negli USA,  con una relazione dose-risposta per la frequenza e la durata del consumo di droga, mentre Rosemblatt non ha trovato alcuna associazione con il carcinoma orale  Uno studio rileva in Tunisia un aumento del  rischio di tumore al polmone di otto volte  tuttavia l’uso del tabacco non è discriminato, anche perché chi fuma la Cannabis fuma anche tabacco, sempre. Se viene staccato il fumo del tabacco il rischio di tumore al polmone è “solo raddoppiato  .Questo dato nasce dal più importante studio esistente fatto in Svezia su 49.321 soggetti, e mostra che il forte consumo di Cannabis raddoppia il rischio di tumore al polmone nei quarant’anni successivi, discriminando fattori di confondimento come tabacco, alcool, status socio-economico e problemi respiratori. Il dato è inconfutabile.

Una valutazione delle ricerche epidemiologiche dal 1993 al 2013 conferma che i disturbi cognitivi provocati dall’intossicazione acuta e cronica da Cannabis , oltre a provocare dipendenza raddoppia gli incidenti stradali  e ed è legata alla comparsa di psicosi nell’età adulta. Uno sperimentatore su 10 diviene dipendente.

Il III° Report del “ Colorado Rocky Mountain High Intensity Drug Traficking Area”, stato il cui consumo è stato legalizzato e  parte del governo federale, ripreso dalla stampa ha mostrato effetti negativi dalla legalizzazione del consumo di droga confermando i dati epidemiologici: aumento generale del 32% della mortalità legata in incidenti stradali associata al consumo di Cannabis. La totalità del 20% di tutte le morti da incidenti erano dovute alla MJ confrontate con la diminuzione del 10% registrata nel cinque anni precedenti. Appaiono un grande aumento di interventi di pronto soccorso del 29% e di ospedalizzazioni del 38% legate al consumo di MJ, un aumento delle chiamate per il centro antiveleni del 72%, un aumento del 40% delle espulsioni da scuola rispetto al 2008, 2000 pacchi intercettati contenenti cannabis diretti ad altri stati USA con un aumento del 25%. Inoltre sono stati registrati altri fenomeni come l’aumento della criminalità del 10%.

Questi dati drammatici sono legati al fatto che la legalizzazione della droga porta ad un aumento della sperimentazione e del consumo in consumatori abituali che sono dipendenti e quindi l’esposizione al rischio per la salute individuale e sociale aumenta.

L’unico studio presente a mia conoscenza sulle intenzioni al consumo di droga da parte di 6116 studenti che riportavano il non uso e su 3289 ragazzi che ne facevano uso, ha documentato come il 10% dei ragazzi che non facevano uso della droga, l’avrebbero provata ( e quindi 611 ca sarebbero divenuti dipendenti), mentre il 18 % di quelli che ne facevano uso hanno dichiarato che avrebbero aumentato il consumo. Il rischio era maggiore per i maschi, bianchi e tabagisti.

Al problema del danno alla salute individuale e pubblica, va aggiunto il reale rischio di allargamento del consumo ad altre droghe come la cocaina e l’eroina , da parte del consumatore di Cannabis, rilievo costante a livello individuale ma non scientificamente matematico ,  con un doppio implemento dello spaccio, il primo dovuto alla creazione di un mercato parallelo dello spaccio della Cannabis nei confronti dei minori-un buon metodo per promuovere l’inclusione lavorativa degli immigrati, già molto attivi nel campo, l’altro più legato all’organizzazione criminale, che ne trarrebbe vantaggi per cocaina e eroina e altro.

Da questi dati  ci si domanda legittimamente della qualità del lavoro dei Presidenti delle Commissioni Giustizia e Affari sociali. Se sono state fatte audizioni, chi è stato ascoltato certamente è gente incompetente sulla materia e se competenti, le loro osservazioni non hanno avuto efficacia.   In realtà, alla luce dei dati scientifici andrebbe modificata l’attuale legge che permette l’uso personale con una totale negazione dello stesso, in quanto l’intossicazione acuta, quasi sempre in mix con alcool, produce danni alla salute pubblica, il cui più grave sono gli incidenti stradali. Vi sono stati molti morti, per questa causa

Due anni or sono le “Iene”, con una trappola, hanno documentato che ca il 30% dei parlamentari fa uso di droga. Il fatto è molto grave. E’ inevitabile pensare che il parlamentare sia infastidito dal dover ricorrere al mercato degli spacciatori-lui o lei “onorevoli”- e pertanto con certezza tra i ca 200 firmatari, vi sono sicuramente  parlamentari “drogati”, vero esempio di maturità etica, soggettiva e culturale per il paese. Tra i firmatari i vi sono  parlamentari di governo e decisi candidati a questo, come i “Cinque stelle”., come il loro leader, De Maio e i componenti del “Direttorio”, che insieme al primo firmatario, il Giachetti, del partito di governo,  politici del SEL e anche altri si presentano in tutto il loro spessore etico , culturale , soggettivo. Se fossero consumatori di droga   l’Italia sarebbe in buone mani e  sarebbero possibili facili ironie sull’origine del logo “5 stelle”! Questa strana alleanza è forse una prova di governo psicodislettico ? In parlamento è nato addirittura un gruppo politico trasversale al fine di legalizzare la cannabis !

I rapporti tra droga e politica sono sempre stati intensi. Dal 1976 in cui tre giorni prima delle elezioni, che avrebbero visto il trionfo del PCI,  ho salvato la vita al figlio di un altissimo esponente del PCI – la vera medicina non ha colore politico-  e a oggi il problema della droga è sempre stato usato dai governi in crisi come fumo per distrarre la popolazione dai problemi di potere per speculare sulla cosa. I politici di una parte o dell’altra ne hanno vantaggio. I primi perché si presentano come salvatori  della patria i secondi perché creano una nuvola.  Il presidente del consiglio, che cerca proseliti per il SI al referendum infatti tace.

Ancora una volta, è già successo con la legge sulle Unioni civili omosessuali” ,il mondo politico si vuole dimenticare della vera scienza, che promuove la diffusione della “verità”, unica base della democrazia ,della libertà,della salute. Sulle responsabilità delle omissioni la Magistratura è al lavoro.

Il problema è invece è un altro: sarebbe necessaria una legge che imponesse agli eletti al parlamento un esame sanitario in cui si asseveri  che la sua mente e il suo cervello non siano tossici. Perché i firmatari di questa legge scellerata non lo fanno accettando  di auto-sospendersi in caso di positività ? La cosa andrebbe estesa ai docenti, al personale sanitario, agli psicologi scolastici, come avviene per i piloti di aereo, creando quel cordone sanitario necessario, ideato da Dupont nel 1986, (Tolleranza zero) alla luce dei dati epidemiologici che documentano come la droga si diffonde come una malattia infettiva: dove c’è un drogato dopo 6 mesi ce ne sono 10. La “Strategia di riduzione del danno” auspicata dai preti Ciotti e Gallo, dalla Turco,(firmataria) da Veronesi  da psicologhi di fama ma non di cultura scientifica, che ha imperversato in negli anni ha avuto effetti disastrosi. è sufficiente ricordare il libretto del “Lupo Alberto” diffuso nelle scuole dalla Turco  “ Se vuoi calare cala (le mutande ?) ma assicurati del preservativo”.  Sane raccomandazioni etiche di una premurosa madre e di un Ministro della salute  di fulgida cultura !  Gli Italiani hanno il diritto di chiedere che chi è pagato dal loro lavoro per dirigere il paese sia una persona colta, matura ,sana ed integra moralmente. Viene in mente, leggendo il disegno di legge firmato da ca 200 parlamentari, l’esorcismo di San Francesco contro i diavoli di Arezzo, creato in volgare da Dario Fo: “Fora da este magioni immantinente, andate,strunzi”

Comunque la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza ha diffidato il Presidente della Camera Laura Boldrini dall’accettare alla discussione il DL, in quanto inconfutabilmente anticostituzionale inoltre solo la discussione ideologica diminuisce la percezione del pericolo del consumo della Cannabis che insieme alla percezione del consumo di questa nell’ambiente è il più potente fattore di rischio per il consumo, mentre i fattori protettivi sono nella  fermezza della famiglia, sempre che i genitori non siano essi stessi dei consumatori o siano  tolleranti nel non imporre un’autorità di comportamento, perché lo sono stati.

Giuseppe R.Brera

Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza

presidente@adolescentologia.it

©Copyright Giuseppe R.Brera 2016

 

 

 

DROGA E POLITICA: CONTRO LA MORTE DELLA COSCIENZA OCCIDENTALE

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LA PARTITA DI ANTONIUS BLOCH

Chi scrive quest’articolo è stato tra i primi in Italia a combattere la diffusione della droga a partire dal 1971,quando studente in Medicina, fece la tesi di laurea sulle “Famiglie dei giovani tossicomani”, ricerca pionieristica, allora la seconda sulla materia ad essere realizzata nel mondo e che  vedeva nelle dinamiche famigliari, come è apparso  più chiaro dopo, fin dallo stress neuro-endocrino per la separazione dalle cure materne con l’introduzione di bambini negli asili nido a tre mesi o nelle famiglie con bambini o adolescenti “rotte” , dei fattori di grave rischio per l’iniziazione al consumo di droga.  In quel periodo m’ero adoperato litigando, perché nella famigerata Guardia II° del Policlinico di Milano, dove facevo la tesi, i tossicomani non fossero oggetto di sperimentazione a loro insaputa, facendo passare come routine clinica la “Pneumoencefalografia gassosa” per valutare se la droga  alterasse i ventricoli cerebrali (vero). Allora non c’era la TAC. Questo a difesa di un giovane ricoverato mi portò a uno scontro in Ospedale con un perfido “aiuto” del primario che al letto, cercava di convincere con modi suadenti un giovane della necessità dell’esame. Allora noi studenti avevamo le “palle quadrate” sull’etica e non eravamo dei venduti né avevamo soggezione per gente che tradiva il senso della Medicina.  Dopo la laurea  entrai a far parte come volontario della equipe del I° Centro di aiuto ai drogati-CAD (on the road), fondato dallo psichiatra Madeddu, e lì ho seguito decine di drogati, cercando di farli uscire, coadiuvato da un ex , il cui nome di battaglia era“Indio”, indimenticabile, perché andava a cercare i drogati per strada e insultandoli, facendoli sentire delle nullità, li portava al CAD. La Cannabis,con tabacco e altre droghe era un rilievo costante.  Altro che “buonismo” comune spesso a improvvisatori per lo più provenienti dal mondo cattolico ,in cui il volontariato “buonista” “misericordioso” può essere espressione di nevrosi per cercare di essere amati dall’assistito, mantenendolo nella dipendenza affettiva,  comune anche a una certa sinistra “solidale”, per lo più schierata sull’idea idiota che legalizzare significa impedire il mercato dello “spaccio”. A questa esperienza ne seguii un’altra, per 10 anni  presso la Comunità Betania diretta dallo scomparso e straordinario sacerdote e artista Don Antonio Nardi, scultore e pittore che in un eremo del Mugello, aveva fondato una Comunità che rifiutava di definirsi terapeutica, rifiutando, come altre comunità “mature”, le sovvenzioni pro-capite dello stato. Nel 1985 a Milano con la WHO, in un memorabile convegno (atti su Enciclopedia Scienza e Tecnica  1987-1988 ndr ) sulla salute mentale dell’adolescente, fu fatto il punto sulle strategie preventive del fenomeno :la strada maestra era lavorare sul “dire no” e  l’implementazione della qualità delle risorse esistenziali, filosofia da cui sarebbe nata la Medicina Centrata sulla Persona. Questa strategia -tipo “Arancia meccanica” era già in atto, con risultati minimi negli USA (Botvin 1983-Life skill training) .In quegli anni il“fulgido e onesto” Aniasi, “eroe socialista della Resistenza alla corruzione” ,  a cui Milano ha tributato l’onore del Famedio, aveva introdotto il Metadone , obbedendo al marketing della Lilly, e conoscendo i valori etici del personaggio, è immaginabile cosa sia successo. Il fatto, non necessario, aveva di fatto cronicizzato il problema costruendo ruoli e stipendi e organizzazioni (SERT), che vivevano e vivono sull’esistenza dei drogati.  Nacquero le “Comunità terapeutiche” in cui  i “terapeuti” su cui si erano costruiti ruoli e stipendi, non erano motivati al recupero dei ragazzi, in quanto rendevano. In quegli anni il drogato da “deviante”, divenne “malato”, prima della normalizzazione e della attuale proposta di legittimizzazione.  Vi furono  Comunità, come la Betania, San Patrignano , la comunità di Suor Elvira ma anche altre, dove  invece “il lavoro” era pedagogia, non  cura di malati.  Lavoro , disciplina, regole  senso sociale  e introduzione vissuta a dei principi morali “ di comunità” -evviva Alfred Adler- anche con una proposta religiosa, anche disposta come “didattica antropologica della vita” , per alcune comunità,  sui principi di Kierkegaard.

    Nel 1976 a Maggio , tre o quattro giorni prima delle elezioni politiche, una mattina alle 6 il Madeddu mi svegliò dicendomi che dovevo recarmi a casa del figlio di un altissimo esponente del PCI che stava male. Mi trovai così di fronte a questo giovane agonizzante e capii che chiaramente era stata una manovra politica, contro il PCI, se fosse morto. Invece gli salvai la vita. Allo stesso modo mi trovai a salvare la vita al figlio di un prefetto, questa volta in modo drammatico perché per impedire che si buttasse dalla finestra fui costretto a prenderlo a ceffoni per rivolgere contro di me le sue istanze autolesive. Il risultato fu che venni inseguito per tutta la casa dal personaggio armato di un coltello da cucina, una sorta di scimitarra, ma riuscii a scappare. Tuttavia il ragazzo fu salvo. Questo come molti altri, come è asseverato dalla ricerca aveva iniziato con la Cannabis. Anche in questo caso mi è sempre rimasto il dubbio di un uso politico della droga. Negli anni successivi, anche per fare uscire il problema dalla idiota logica ideologica “proibizionismo/antiproibizionismo” – come se la Cannabis fosse alcool- ben diffusa da quella specie di demagogo di Pannella-pace all’anima sua-che fu condannato perché si mise a distribuire droga in piazza al colmo della provocazione. Il Pannella, che ha sempre confuso “libertà” con “arbitrio”,  non aveva alcun elemento di giudizio basato sulla verità scientifica, già allora ben presente ed era il degno rappresentante di quella cultura politica senza basi filosofiche e antropologiche che ammorba oggi il paese e l’Europa e che si esprime bene nel livello culturale della maggior parte dei leader politici.

Negli anni 70-80, la droga  è servita ad allontanare un numero grande dei giovani dal pensiero critico, de-ideologizzato. Da allora  la sua diffusione è stata inarrestabile per gli interessi e le coperture legate allo spaccio, con la complicità degli apostoli della legalizzazione (es. i preti Ciotti e Gallo, la Turco, il Veronesi) . Questo avveniva in un’atmosfera culturale greve in cui una frangia di giovani aveva radicalizzato la lotta politica fino all’omicidio-erano i tempi della “Guerra fredda” e della trovata “geniale” di Moro del “compromesso storico” con il PCI-di cui sarebbe rimasto vittima- e del periodo in cui nell’Università al Movimento studentesco si stava sostituendo a Milano “Comunione e liberazione”. La vittoria sul marxismo definitiva  all’Università  fu l’entrata dell’insegnamento della Psicoanalisi  che da una parte aprì le porte  alle analisi marcusiane , a Erich Fromm, a Thomas Harris  ma che indusse anche a un ripiegamento su se stessi, soggettivizzando e de-ideologizzando. Oggi purtroppo l’influsso della psicoanalisi in ogni dimensione culturale si è purtroppo affievolita,  e la SIP si è ripiegata nella clinica, per cui l’idea  pubblica che l’interpretazione e la costruzione del reale sia legata al mondo affettivo e psico-sessuale-malgrado le conferme neurobiologiche- e sia costituita diversamente da personalità genitali o pregenitali, è praticamente scomparsa. Non è un caso infatti il dominio pre-genitale della lobby omosessuale, ben presente in politica e nei centri di potere, espressa bene nell’approvazione del disegno legge sulle unioni civili omosessuali, che di fatto normalizza culturalmente una perversione dell’istinto sessuale dovuta a un blocco dello sviluppo psico-sessuale. La maturità affettiva infatti dovrebbe venire prima dell’azione politica, altrimenti questa rischia di essere deformata e pericolosa, come sta succedendo oggi in numerosi surrogati di uomini e di donne  che imperversano in ogni dimensione di potere. A Milano negli anni 70, la pubblicazione di “Genitalità e cultura” di Franco Fornari fu una luce. Mi ricordo il “Maestro” la cui umiltà era grande quanto la sua cultura, che mi diceva: “ Berlinguer è una personalità genitale”.  Purtroppo non si è dimostrato tale quando si scagliò  a favore dell’aborto e contro l’eroico  Movimento della vita profetizzando che entro sei mesi sarebbe scomparso: invece proprio sei mesi dopo morì di emorragia cerebrale. Da un primo momento in cui la droga Cannabis era legata alla contestazione del sistema, (fenomeno Hyppies nato negli USA come fuga e difesa dal necroforo Vietnam- vedere lo stoico “Zabriskie Point” di Antonioni e del resto la droga non era usata dagli sciamani per entrare nel regno dei morti ?) , si è passati a una soggettivizzazione totale dell’esistenza, oggi sposata anche da papa Bergoglio , maschera sociale e apprezzata di una profonda debolezza  psichica , ignoranza e immaturità infantile che porta consenso politico degli “spinellatori” a chi vuole legalizzare : un mix distruttivo per l’Occidente e che ha aperto le porte a quel male antropologico che ho chiamato nel 1998 “Sindrome del Grande Fratello” : ” Io faccio tutto quello che mi piace”, ” La verità è ciò che sento vero”, “L’altro è un strumento di piacere, potere, danaro e comunicazione “, “L’importante è apparire non essere” (per approfondire ( “La sindrome del Grande fratello è i magnifici sette: Università Ambrosiana -2010). Il fumo della Cannabis  oggi è ormai divenuto, con la tolleranza dei genitori, una cosa di cui non ci si deve preoccupare: è l’eufemismo dello spinellino. Il tetraidrossicannabinolo invece rende “coglioni”, perché provoca disturbi cognitivi e quando va male sindromi schizofreniche o disturbi di attacco di panico, come è anche confermato dalla ricerca epidemiologica. Il disegno di legge che propone la legalizzazione della droga è  dunque sotro la bandiera  della Turco, del  Ciotti, del Veronesi: “La strategia di riduzione del danno”, per cui è necessario legalizzare per permettere che gli adolescenti poi possano essere presi in trattamento prima dell’escalation. In realtà sotto questa ideologia “sociale” c’é il disegno orwelliano del potere politico-finanziario, in cui i confini con la criminalità organizzata sono sottili. E’ la strategia dell’alienazione ben espressa da Herbert Marcuse in un “Uomo a una dimensione”. C’è bisogno insomma di tanti coglioni, di “animali decerebrati”, come direbbe il vecchio Bairati, illustre neuro-anatomista-caposcuola il cui fantasma si aggira disperato a Milano in via Mangiagalli, nello storico anfiteatro anatomico, perché  vogliono fare della cultura universitaria” un “Expo” . Il problema è che come hanno dimostrato “Le iene” che gli “animali decerebrati” sono al potere, dato che sembra che il 30% ( ottimistico) dei parlamentari siano abituali consumatori di droga . Tra essi c’è qualcuno che lavora per andare al governo. Stranamente il “Direttorio-Cinque stelle” si allea al PD nella firma al disegno di legge.  Per sintetizzare l’etica della strategia di riduzione del danno sarebbe come dire: “Permettiamo che  i ragazzi si taglino le vene per impedire che si buttino dalla finestra”. Era l’educazione alla salute della Turco nel libretto “Lupo Alberto”, nelle raccomandazioni materne alle ragazzine in discoteca “ Cala se proprio vuoi calare (le mutande ?) ma assicurati del preservativo ”: principi etico-pragmatici di una buona madre di famiglia attenta ai principi morali della figlia.   Questo atteggiamento ha vinto, grazie alla complicità della mafia e di immigrati spacciatori-un mercato fiorente d’inclusione lavorativa-contro l’altro atteggiamento, questo su basi scientifiche-epidemiologiche- di “tolleranza zero” proposto da Dupont nel 1986, sulla base del rilievo che qualsiasi tipo di droga si diffonde come una malattia infettiva: se c’è un consumatore in una zona, dopo sei mesi ve ne sono 10, per cui il problema è il fare un cordone sanitario.

    La percezione del consumo di droga e la diminuzione della percezione del pericolo sono infatti il maggiore fattore di rischio per il suo consumo (Newcombe MD 1996 –Johnson e al 1993). I fattori di rischio sono legati al gruppo e all’atmosfera culturale di tolleranza; l’escalation a cocaina ed eroina è probabile scientificamente ma non scontata e dipende da molti fattori tra cui la costituzione psico-neuroendocrina della persona.  Tuttavia, anche a livello di buon senso, se si diventa dipendenti dal”caffè” e dal”vino” e dal “tabacco” , c’è da immaginarsi la dipendenza causata dal tetraidrossicannabinolo che agisce direttamente sui circuiti cerebrali a modulazione dopaminergica e altro. Più la personalità è passiva, insicura, dipendente dal gruppo, tendenzialmente depressa (effetti della separazione precoce dalla madre per l’asilo nido), più la dipendenza dalla cannabis e l’escalation è facile, là dove c’è tolleranza sociale e facile spaccio. In fondo una “Canna”, può essere come un “twit”. Oggi purtroppo la cannabis è molto usata dagli adolescenti a causa della debolezza famigliare. Nella famiglia, cioè a livello educativo, stanno i maggiori fattori  protettivi ( per il 31% dei soggetti studiati) così come proteggono le sanzioni contro il consumo ( 21,9%). La vulnerabilità dipende poi da un mix di fattori psicodinamici e psico-neuro-endocrinologici che risultano in una diatesi infantile dei soggetti, la pre-genitalità, la debolezza dell’io, la scarsa stima di sé. Insomma chi si droga è un “mollusco”  che non sa dire di “no” alle pressioni del gruppo, addestrato a questo nell’infanzia da madri  e padri premurosi,  pieni di sensi di colpa, magari per rotture coniugali, prodighi di merendine, regali e di regalini  che non hanno educato alla rinuncia al superfluo e a conquistarsi le cose gustando la soddisfazione attiva  per questo creando epigeneticamente la modulazione dopaminergica, fatto che poi non richiederà ricerca di stimoli.  Se i bambini e poi i ragazzi sono guidati dall’esempio dei genitori a questo e hanno dei valori etici introiettati, sono forti di fronte agli inevitabili conflitti, sanno dire “no” alle pressioni del gruppo, non hanno bisogno di stimolanti dopaminergici, come alcool e droga. I  “molluschi”-fortunatamente sono una minoranza-  sono ben adattati alle richieste dell’ambiente, pre-genitale, ammalato della “Sindrome del grande fratello” . Oggi purtroppo l’atmosfera chiede efficienza e capacità funzionali ai giovani, non l’essere persona.

   L’atmosfera culturale incentivata da questa generazione di politici, senza pensiero etico né progetti su base filosofico-antropologica, costituiti su un’idea di realtà, anche politica fondata sulla verità oggettiva, condizione necessaria per il  bene dell’uomo (la verità oggettiva è una realtà che esiste anche se papa Francesco, staccandosi da Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI°, non è d’accordo  pensando che l’idea sia inferiore alla realtà e non importante per l’uomo  -“Evangeli gaudium” ndr ) , stimola infatti la produzione di molluschi che non hanno pensiero , forza morale, né psicologica. Questi ragazzi, come molti adulti ,usando una metafora genitale  non hanno “ i coglioni” cioè essere capaci di stare con una ragazza e viceversa per le ragazze, oggi perse negli Smartphone  senza alcool, birra o droga, cercando di provare sentimenti e costruire responsabilità affettive nella relazione, avendo la forza di rimandare la soddisfazione del desiderio sessuale, premettendo un impegno esistenziale. Questo impedisce la nascita di famiglie sane. Il numero dei “Single” giovani è infatti impressionante. Il resto lo fa trasformazione della donna, sempre più attratta da ruoli manageriali, in animale biochimico: cinque pillole contro la fertilità di cui due abortive. Sesso immediato e facile e consumo di droga appaiono uniti nei risultati delle ricerche, simbolo del fatto che la droga è il Viagra giovanile di quei surrogati di uomini nevrotici, più avanti negli anni, che lo usano. La Cannabis, dalla ricerca scientifica appare come la droga Orwelliana dell’adattamento ai desideri soggettivi, alla richieste dell’ambiente, un anestetico pericoloso da qualsiasi conflitto inconscio o conscio.            

Il problema dell’istinto di morte dell’Occidente fatto cultura dell’adattamento a ogni potere a causa della necessità di elaborare un pool di sensi di colpa collettivi, proiettati sui giovani e cristallizzato in una cultura cannibalico-pregenitale ( “Sindrome di Polifemo” ndr ):mediatizzata dalla pubblicità televisiva: “ Se consumi vali”, rimane.  Oggi alle immagini dei massacri del Vietnam si sono sostituiti i massacri dei terroristi islamici o istituzionalizzati. Questo genera sensi di colpa inconsci, rimossi  e “l’anestesia delle coscienze” e anche catarsi per cui c’è una complicità inconscia tra terrorismo islamico e Occidente.  C’è bisogno di proporre nuovi anestetici (droga) per impedire che frustrazione, insoddisfazione,  conflitti inconsci, disoccupazione motivino idee critiche contro una generazione politica di scellerati ed ignoranti, conculcatrice dei diritti dell’uomo e per mantenere il potere politico del governo di turno. Smartphone , Cannabis, “Facebook”   sono i migliori alleati di una generazione politica che accomuna neofiti a squali in un comune progetto di addormentare possibili reazioni di natura etico-esistenziale da parte del mondo giovanile. Esisto se comunico, altrimenti non ci sono.

      La legge che in modo scellerato viene proposta da il PD e 5 Stelle + aggiunti, è dunque la ulteriore rivelazione di un potere“Orwelliano” che vuole annichilire la popolazione riducendola in schiavitù: “Drogati, fa sesso, lavora o non lavora, studia o non studia ma non non pensare, non fare domande, cerca di essere mantenuto dallo stato”:  “Il diavolo probabilmente” direbbe Robert Bresson nell’allegoria straordinaria  della partita a scacchi di Antonius Bloch con la morte ( Ingmar Bergman –Il settimo sigillo), problema non solo individuale oggi  ma dell’Occidente. “Tutto subito, facile e senza fatica”  come un messaggio dallo Smartphone o le speculazioni in borsa da “Trading online” questa è la sostanza dell’anima Orwelliana che legittima oggi ogni potere. La vita prende  significato nel piacere dell’usa e getta, nel fermare il tempo che fugge come un “twit” ,  nell’impedire  qualsiasi forma  di conflitto possibile con il super-io. E’ meglio dunque eliminare il mondo del dover essere per essere migliori di ieri e di qualsiasi possibilità interpretativa di se stessi, alla luce della ricerca di una verità oggettiva su se stessi e il mondo come sta facendo anche la Chiesa di Bergoglio, portando al pragmatismo soggettivo. La Chiesa purtroppo sta abbandonando il ruolo di costruttrice della cultura occidentale, separandosi dalla sua storia e dal pensiero di Agostino d’Ippona, Boezio e Tommaso d’Aquino, radici dell’Occidente  ma in questo degrado culturale e morale, potrebbe ancora recuperare il suo ruolo di “Magistra”, creando una forte dialettica nel vuoto culturale europeo, abbandonando l’inflazione del pragmatismo soggettivista  se adotta la missione della “Fides et Ratio” di Giovanni Paolo II°, che ai giovani insegnava ad amare “L’aria pura della verità” (Bologna 1997) , nelle scelte esistenziali.

   Non è un caso che in questi ultimi quarant’anni gli scellerati che si sono avvicendati ai vari governi in Italia-le generalizzazione purtroppo sono impietose-non hanno fatto politiche reali a favore dei giovani, che non vuole dire come fa il PD con i fulgidi Giachetti, Turco, il  De Maio, il Di Battista, il Fico, i  SEL assecondare se stessi e i giovani nel potere consumare “legalmente” la droga. Certo il servirsi di uno spacciatore per procurarsi la droga per un parlamentare non è politicamente corretto, è meglio coltivarsela .  L’esempio tuttavia è venuto dall’alto quando Ciampi nominò Colombo, cocainomane , esponente di spicco della Università Cattolica, Senatore a vita, per impedirne il rinvio a giudizio. Allora il Senato diventò un Comunità “Terapeutica”.  La legittimazione significa abbassare ulteriormente la percezione del pericolo. Forse sarebbe meglio che questi apostoli della Res Publica,  si occupassero del fallimentare sistema universitario e scientifico , della conculcazione dei diritti dei lavoratori, della mancata preparazione dei docenti in medicina, delle omissioni del Ministero della salute   o della mancanza di un progetto di sviluppo del paese unitario che parta dalle emergenze e fondato teoricamente.  Per fare questo ci vogliono valori, cultura e maturità. Il vero problema  è che una buona parte di loro consuma droga e quindi non vuole esporsi al mercato dello spaccio e che abbiamo un parlamento con molti psicodislettici. Se i firmatari della legge avessero un briciolo di dignità, si sottoporrebbero volontariamente a un test e si dovrebbero autosospendere in caso di positività. Forse “Chef” stellati sarebbero costretti alle rape. Dovrebbe esservi  infatti una legge che impone che il parlamentare che fa uso di droga sia sospeso.  Chi vuole pilotare dovrebbe avere la mente sana e non tossica. Se un parlamentare fa uso di droga  ha dei problemi, e quindi l’Italia è in buone mani. L’idea probabile che vi siano dei consumatori di droga che aspirino al governo è drammatica. Il Grillo parlante dovrebbe imporre ai suoi adepti, aspiranti al governo, un test a meno che la sigla del “Movimento” non sia frutto di un’allucinosi psicodislettica e dato che “l’onestà” è invocata dai suoi parlamentari, presentino una legge che imponga ai parlamentari eletti un test per esaminare la positività al doping. Lo fanno gli atleti che usano i piedi perché non dovrebbero farlo chi vorrebbe usare il cervello per fare gli interessi degli elettori da cui sono pagati ?

I dati scientifici sui danni dalla droga- Cannabis  come appare dall’expertize scientifico pubblicato dalla della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza sono drammatici (  www.adolescentologia.it) , non solo a livello psichico e comportamentale ma a livello biologico (raddoppio del rischio di tumori al polmone-hai sentito bene Veronesi ?). Là dove è stata legalizzata gli incidenti stradali sono aumentati del 30% e i ricoveri in pronto soccorso per intossicazioni acute del 29% , gli abbandoni scolastici del 40%) Insomma il governo Renzi, vuole rendere un bel servizio al paese e ai giovani per mantenere il potere, oppure al contrario vuole porsi come salvatore dei  valori, recuperando l’elettorato , mandando allo sbaraglio “il trombato” di Roma. Una manovra Machiavellica e astuta.  La legalizzazione e la coltivazione inoltre creeranno, come dimostrato, un’iniziazione più facile e un aumento di consumo in chi ne fa uso e attiverà un mercato dello spaccio per i minori, vera palestra dell’inclusione lavorativa degli immigrati. Gli immigrati non sono una risorsa ?

Il rapporto tra droga e politica dagli anni 70,infatti, quando non oggetto di sporche manovre omicide a fini elettorali, come ho vissuto nel 1976, è stato oggetto di un fenomeno ricorrente: quando qualsiasi governo entra in crisi, il dibattito sulla legalizzazione della droga viene usato per sollevare una nuvola che nasconde i reali problemi e avere i voti di chi non andrebbe a votare . La politica della legalizzazione e della coltivazione può creare consenso elettorale da spartirsi . La nuvola di fumo può portare voti  per il “si” al referendum dato che è un esponente del PD il cavaliere dello” spinello”. Infatti l’astuto Renzi tace.   Il tutto sembra una prova di alleanza governativa PD-5 Stelle-SEL. “Drogati d’Italia unitevi per non far cadere il governo e votare “si” al referendum” Il futuro governo, che si costituirà in parlamento, sarà forse  psicodislettico ?

   Il problema tuttavia è drammatico: gli Italiani possono accettare di essere governati da un parlamento in cui almeno il 30% di parlamentari sono drogati  e appaiono essere di un’ignoranza insipiente e/o in grande malafede sul problema ?

   Le legge scellerata,pro-legalizzazione e coltivazione privata, firmata dal fulgido Giachetti, dai 5 Stelle, dal SEL e sicuramente anche da esponenti di altri partiti,anche di opposizione, è tuttavia anticostituzionale ai sensi dell’Art 31 (Tutela dei minori) e 32 ( Tutela salute pubblica) ed è drammatico ma spiegabile (“ad usum delphini”) che ca 150-200 parlamentari l’abbiano firmata e due Presidenti di Commissione l’abbiano presentata. La democrazia invece non si fonda sul falso ma sulla verità, perché solo da essa nasce la libertà. La misura è colma perché c’è in gioco la salute e la vita di migliaia di persone. 

Il Presidente della Camera, Laura Boldrini  , diffidata dalla Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza, farà discutere una legge anticostituzionale,? Se lo farà si prenderà le sue responsabilità e la cosa finirà alla Magistratura. E’ l’unica e imprevedibile possibilità non prevista dai firmatari e da chi vuole trarre profitto di governo dalla nuvola di fumo.

 

Alleghiamo il Comunicato stampa della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. www.adolescentologia.it

Comunicato stampa 3/16 

 

Il 14 Luglio 2016 la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, rappresentata dal prof. Giuseppe R.Brera,ha inviato alla Presidente della Camera,Laura Boldrini, formale diffida ad accettare alla discussione  il testo di legge C 3235  “Giachetti e altri (tra cui  Civati, Di Maio-Fico-Di Battista-Turco. etc) in quanto anti-costituzionale.
  

Come è stato riportato dallo expertize scientifico della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’adolescenza, compiuto dal Centro di ricerca in Medicina centrata sulla persona a cura dello stesso prof.Brera, e pubblicato su www.adolescentologia.it  infatti il consumo di droga dai dati scientifici rappresenta inconfutabilmente un  gravissimo rischio per la salute pubblica, per l’ associazione con disturbi psichiatrici e comportamentali, tumore al polmone, (rischio doppio), mortalità per incidenti stradali,(rischio doppio), insuccesso e abbandono scolastico, danni neurologici ai feti di donne consumatrici di Cannabis  in gestazione. La legalizzazione, dove è stata attuata ha portato a un aumento impressionante di incidenti stradali, di interventi di pronto soccorso,di intossicazioni acute, di espulsioni scolastiche, di commercio illegale.

I ragazzi non consumatori dichiarano che in caso di legalizzazione  della droga la proverebbero e quelli che già ne fanno uso dichiarano che ne aumenterebbero il consumo. 
 
Alla luce dell’expertize scientifico  il progetto di legge dunque  viola  inconfutabilmente l’art. 31 (tutele dei minori) e 32 della Costituzione (tutela della salute pubblica),come è avvenuto anche con la legge sulla legittimazione delle Unioni civili omosessuali per cui è in corso un’indagine della Magistratura sulle omissioni delle  responsabilità istituzionali che hanno portato alla sua approvazione, malgrado la conoscenza dei dati scientifici sulla materia.

La SIAd ha chiesto inoltre le dimissioni dei Presidenti delle Commissioni  Giustizia e affari sociali e dei  firmatari della legge e la loro sospensione dall’attività parlamentare per attività anticostituzionale e in caso di discussione del disegno di legge agirà legalmente.

©Giuseppe R.Brera 2016   Ogni riproduzione non autorizzata è vietata

Fondare un CONO

cono 2

La necessità di aprire un profondo dibattito culturale nel paese relativamente ai progetti ,alle teorie dello sviluppo e all’atmosfera culturale oggi altamente lesiva lo sviluppo della persona, fino alla conculcazione dei diritti dell’uomo, fondata sulla nullità culturale oggi espressa da formazioni politiche italiane e da governi senza teorie e progetti,lontani da qualsiasi considerazione della verità scientifica, trova nell’Università un ambiente favorevole per il suo sviluppo. E’ necessario dunque che docenti e studenti colti,non allineati, si attivino per promuovere nei Dipartimenti e nelle Facoltà un dibattito sullo sviluppo del paese, che nel fallimento del sistema universitario e scientifico a danno degli studenti e dello sviluppo economico, trova la sua  peggiore espressione.

Non è possibile pensare a una società dominata da ignoranti o populisti, che esercitano un potere con stile mafioso attraverso formazioni politiche senza alcuna filosofia di riferimento e che colonizzano il paese, anche attraverso un sottobosco di faccendieri e di parassiti, sotterrando una necessaria cultura del merito e dell’onestà, in una cultura dominata dai poteri finanziari. La politica basata sul consenso e non sulla verità  per la formazione del potere, è causa di sottosviluppo e di manipolazione delle menti., attraverso il marketing dell’ignoranza e la suggestione mediatica. (leggere l’articolo “La skinnerizzazione degli Italiani” )

L’esistenza della persona, sopratutto giovane, è schiacciata da questa cultura e il rifugio nel soggettivismo, nella comunicazione virtuale o solo nello studio per un diploma non è sufficiente per garantirsi un futuro, che rischia di essere compromesso se non c’è una base culturale e alla guida del paese arrivino  nullità culturali, capaci solo di rocamboleschi compromessi con i vertici finanziari europei e incapaci di dare al paese una rotta, modellata su una teoria antropologica.

La proposta del prof. Brera di “Una politica centrata sulla persona”, partendo dalla rivoluzionaria e nuova definizione del concetto di salute:” Le migliori possibilità per essere la migliore persona umana” può essere un importante punto di partenza teorico.

l’Università dovrebbe attivarsi per un rinnovamento culturale. 

Il Referendum può essere un punto di partenza: “l’Italia s’è desta ?”

Per fondare un CONO , è necessario aderire al Network Nazionale: il modulo si trova su http://www.unicono.it il sito dei Comitati Universitari.

 

La Redazione

 

 

 

NO ALLA SKINNERIZZAZIONE DEGLI ITALIANI

ITALIANO NEL GOVERNO RENZI
ITALIANO NEL GOVERNO RENZI

 

NO alla “Skinnerizzazione” degli italiani

E’ utile cio’che è vero, non è vero ciò che è utile

Giuseppe R.Brera*

 

Qualche anno fa sulla rivista Science, la Bibbia della scienza del mondo, è comparsa una bella ricerca in cui veniva dimostrato che gli adulti come i bambini avrebbero dato fiducia a un uomo politico, come capitano di una nave in un viaggio periglioso, in funzione della rotondità della faccia, non in relazione ad una valutazione critica del progetto politico. Questa riduzione del pensiero alla percezione della rotondità del viso, potrebbe spiegare il successo politico di Berlusconi e Renzi ma per la democrazia e un paese è un fatto drammatico, perché la virtualità mediatica riduce la scelta politica alla percezione.[1] Questo spiega la deriva pubblicistica della politica e l’attenzione dei nuovi politici-pubblicisti all’immagine e il successo delle belle ninfette della politica, dalla lingua sciolta e facile. Il Presidente del consiglio, ha infatti ingaggiato un “guru” del marketing politico, per vincere il referendum e la sua sconfitta, se gli italiani non sono totalmente anestetizzati, sarà un importante segno d’intelligenza critica e la morte di un modello di politica senza significato, valori, indirizzo culturale e solo pragmatico, che sta portano l’Occidente alla morte.( Obama, Renzi, Hollande,Cameron, Junker, Draghi e altri burocrati europei  etc). La Merkel, con tutti i suoi limiti, ma laureata in Fisica e cristiana, ha certamente possibilità maggiori di analisi. Memorabile “ il falso delle armi di  distruzione di massa” di Saddam Hussein ( Blair-Powell) e l’invasione dell’Irak, (200.000 morti e destabilizzazione del Medio Oriente) come missione della Democrazia o la guerra contro Gheddafi, accettata dal governo italiano che aveva un trattato di amicizia con la Libia.  Il problema di questi politici, non solo italiani e di governo, che stanno trascinando l’Occidente e l’Italia alla rovina etica e culturale, è convincere in modo lecito o non lecito con il controllo dei media per avere il potere, non far ragionare secondo verità le persone su cosa è il loro bene, innalzandole. Sulla rivista Nature, qualche anno fa, è comparso un lavoro che documentava che l’uso della percezione e non della domanda di significato portava a una ipertrofia del sistema limbico (emozione e affetti) e portava all’atrofia i relais talamo-corticali (il talamo è la stazione che riceve le fibre nervose sensoriali-la corteccia pre-frontale corrisponde alle possibilità del pensiero logico). E’ quello che Bairati, illustre neuro-anatomista chiamava la “decerebrazione funzionale”, prendendo in giro noi, studenti di medicina. Siamo in una mutazione epigenetica del cervello di massa, fatta per creare schiavi decerebrati ?  Tornando a Piaget, una sua allieva, la Inhalder, mise a punto un test per valutare se la persona abbia superato il I° stadio logico “Se prendi una pallina di pongo e la trasformi in un salsiccia, nella salsiccia c’è più o meno pongo che nella pallina” ?  La persona con un handicap mentale risponde “di più” perché è attratto dalla percezione, come al secondo stadio è attratto dal peso, rispetto al volume. Più la persona è attratta dall’apparenza più non ragiona. Oggi la politica non è fatta di pensiero ma d’immagine e tende a produrre la regressione cognitiva per fare schiavi. In questo la televisione è malandrina se non crea una dialettica sui valori che crea pensiero. “Affari tuoi” o il “Grande Fratello”, non sono certamente indirizzati a questo. La degenerazione della politica sta nel trionfo dell’immagine pubblicistica mediatizzata – in questo Berlusconi è stato un maestro- e la  malattia della politica è la perdita del pensiero filosofico, la mancanza di un pensiero scientifico  e la perdita dei valori morali, dettati da Platone  e assunti dalla  Chiesa: “Prudenza,  giustizia, fortezza e  temperanza”  muse dello sviluppo dell’Italia degli anni 60 e sposate in economia da Giordano Dell’Amore. Oggi, per questo motivo e per la pochezza culturale e morale dei  leader politici, ci troviamo un paese da anni guidato da insipienza e da scelleratezza fatta politica e da governi  senza una filosofia unitaria di sviluppo, la cui azione è fondata su teorie economiche sbagliate perché non antropocentriche, frutto di un progetto culturale ed epistemologico che non valorizza la persona, che non vuole innovazione e pensiero critico, come ben appare dal fallimento del sistema scientifico-universitario, in cui i migliori invece sono ostacolati se non perseguitati come è apparso nelle vicende dell’Università Ambrosiana,[2]. Renzi con gli Italiani si serve del condizionamento operante di Skinner, per costruire la sua monocrazia: la strategia degli “80 euro” (elemosina di stato), si sposa bene con il primo stadio del pensiero logico! La salsiccia contiene più pongo ?  Il Ministro Lorenzin messa a conoscenza dell’ecatombe, di embrioni, feti, bambini  e del rischio di gravi danni alla salute della donna, dovuti alla fecondazione artificiale, non è intervenuta bloccando le procedure secondo i doveri d’ufficio. La donna non  è neppure informata per legge che rischia 4 volte di più di una donna che ha una gravidanza normale, una trombo-embolia polmonare  o altri gravi problemi, come il cancro,[3] fenomeni dovuti ai “cicli” di bombardamento ormonale. Non si sa nulla della salute delle donne che pur sottoposte ai trattamenti ormonali, non hanno una gravidanza (90% ca). Il Ministro e il Presidente del Consiglio inoltre, pur informati, si sono completamente disinteressati dei risultati straordinari dell’applicazione della Medicina centrata sulla persona, riconosciuti dalla OMS, che mostrano enormi risparmi di sofferenze e costi.[4]  Questi fatti oltre a dimostrare il disinteresse per il bene della popolazione e incapacità di governo, mostrano come la verità scientifica sia ostracizzata come non conveniente agli interessi di potere o solo per ignoranza e sia nascosta se rischia la disapprovazione anche di una minoranza. L’importante è che gli italiani non sappiano. Questo atteggiamento fa parte del potere di un sistema tecnocratico, messo bene in luce da Marcuse in “Un uomo a una dimensione”, in cui ogni dialettica, base del pensiero critico è assente o manipolata dai metodi di presentazione dei dati. E’ così possibile che i tecnici del Ministero della salute possano definire degli esseri umani come “prodotti” di tecniche “ a fresco” o “ congelati”, come pesci all’asta o al supermercato. Inoltre è possibile comprarne uno e averne tre, se “i cicli” hanno successo (10% ca), non importa se questo costa migliaia di vite umane e se  alla donna dopo venti anni venga un cancro o muoia per trombo-embolia polmonare. Nella bio-tecnologia è bene espresso il dominio di un sistema di potere che non considera il valore della vita di persone, in ogni età, senza poteri di auto-difesa. E’ questa la cultura che respiriamo, in cui il comportamento disumano, abnorme e cinico è peggiore di quello dei nazisti, perché è nascosto subdolamente da ruoli accettati dalla società ma che si rivela nella semantica delle descrizioni tecniche che li normalizza. La vita di un embrione, un feto, un bambino ,di una donna, di un malato terminale, hanno meno valore di quella di un cane, anche di razza, in quanto  è annullato dai desideri soggettivi, spesso difesa dalla depressione che trovano nella cultura “usa e getta” la  giustificazione anche  del malaffare e dell’opportunismo stolto e scellerato. E’ coerente che da queste violazioni dei diritti dell’uomo, il passaggio alla manipolazione delle menti, la conculcazione dei diritti dei più deboli, in ogni dimensione, anche quella del lavoro, sia facile. Questa bella Europa, e i suoi stati membri accettano l’eutanasia infantile (Belgio) e in Olanda il suicidio “assistito”, forma ipocrita per definire con un’eufemizzazione semantica, simile a quella “dell”interruzione volontaria di gravidanza”, per chiamare l’aborto,[5]   l’incapacità culturale e politica di chiamare le cose per nome, per promuovere la tolleranza sociale e l’adattamento ai propri sensi di colpa inconsci. Ora che il fondo monetario internazionale ha decretato che l’allungamento della vita può rendere non sostenibili le spese per la buona spesa pubblica (welfare) e portare le economie degli stati al fallimento, cosa succederà? Nella cultura cannibalica dell’eccesso e dell’usa e getta, depressa, edonista e necrofora, che sta divorando se stessa  nel paradigma “usa e getta”, i bambini e gli anziani, soprattutto non auto-sufficienti, sono un peso, un capro espiatorio interno dei sensi di colpa inconsci pre-genitali, e dell’egocentrismo opportunista , edonistico, relativista, ateo che minaccia la stessa sopravvivenza dei processi di produzione  che vorrebbero mantenere integri, in cambio di promesse “Orwelliane”: lavora, consuma, drogati, fa sesso ma il Grande fratello non può garantire per la Banca centrale i processi di produzione, perché il lavoro nasce dall’uomo e se questi perde la luce dell’intelligenza, la motivazione affettiva alla creatività e “il senso di comunità” (Adler), la creatività, la disciplina, una morale non relativistica nell’esistenza, il desiderio di generare in rapporti affettivi stabili costruendo una famiglia “genitale”[6], non surrogati alienati, salta l’origine del sistema economico e sociale.  E’ il gatto che si mangia la coda, ma se è depresso,  non riesce più a miagolare e a consumare pappa e ciccia e  muore.  “Maramao perché sei morto/ pane e vin non ti mancava/l’insalata era nell’orto/ e una casa avevi tu. E’ necessario cocainizzare, dare antidepressivi ai managers e agli operai –a loro forse basta la cannabis, il cui acquisto libero potrà essere garantito dal governo Renzi – è necessario che i ragazzi pensino che fumare lo spinello sia come bere un bicchiere di vino e che la droga sia libera,[7] è necessario che le persone non siano capaci di costruire legami affettivi maturi, stabili, trascendenti, è necessario che le persone siano attratte dall’effimero piacere del momento che dia il senso dell’essere vivi e fermi il tempo , che non debba durare e che possa essere gettato come un rifiuto nel “condom” ( la cultura del pre-servativo) , è necessario che le donne pensino a fare carriera accettando di essere animali biochimici per il controllo della fertilità e che alle adolescenti nelle scuole s’insegni a prendere la pillola anticoncezionale,[8]  è necessario avere degli schiavi che non facciano domande e obbediscano all’Imam: l’orda immigratoria degli islamici- credere-obbedire-lavorare sfruttati per non morire di fame- lontani dal propria terra, dalla propria storia, dagli affetti, può essere una buona possibilità: “Gli immigrati sono una risorsa”, dice il Presidente del Consiglio,[9] soprattutto se gli Italiani e le Italiane, sono alienati, non si sposano e non generano, perché in un precariato esistenziale non ricevono né creano possibilità, hanno paura del futuro perché non hanno sicurezze affettive stabili, ideali per cui battersi e per questo sono attratti “ dal vivi tutto e subito”, dall’eccesso per dimenticare l’angoscia del tempo che scorre veloce nella comunicazione virtuale, superficiale, sono deboli per affrontare conflitti con la coscienza morale o tra superego e istinti, come appare nello sport “risolutivo” del femminicidio da astinenza sessuale dell’amata e dalla non sopportazione che questa possa avere cambiato letto. E’ il trionfo satanico dell’istinto di morte e dell’incapacità di sublimare: la manifestazione necrofora della marcusiana “desublimazione   repressiva degli istinti” che nella comunicazione televisiva e virtuale si riproduce, contagia e soddisfa desideri repressi auto ed etero-lesivi. Da cosa nasce il rispetto per la persona se non dal dare all’essere umano una natura e un valore divino che lo renda misterioso principio e fine dell’Universo , luce con cui Dio guarda, desidera, ama, genera la creazione, irriducibile valore oggettivo, non relativizzabile  a qualsiasi pensiero , sentimento e desiderio, potere, mercato.[10] L’uomo diviene vittima dello spazio-tempo (esistenza) solo se sceglie di annullare  la sua trascendenza, la sua domanda di significato e la sua risposta personale e quindi si condanna a morte, (nichilismo), rifiutandosi di “surfare” l’onda gravitazionale di cui per natura non è parte di essa, (come potrebbe “surfare” un onda se ne fosse parte ?), in quanto avendo capacità di coscienza del significato del tempo e quindi del suo essere “fuori” del tempo (ex-sistere)  è egli stesso un valore trascendente , chiamato per natura a costruire   verità,  amore e  bellezza,  diventando creatore,  insieme a Dio,  di un nuovo tempo , di un nuovo spazio, di una nuova luce. Non si dice dell’amato/a  “tu sei luce dei miei occhi” ? Ma se non accendo la luce nelle/delle  idee, se preferisco stare al buio con i miei sensi colpa,  le mie colpe, (l’antimateria, il “buco nero” dell’esistenza), se ho paura di un conflitto interno tra ciò che è vero per il mio bene e ciò che è utile per il mio piacere nell’immediato o solo per i miei interessi privati , tra ciò che so che potrei essere[11]  e ciò che mi chiedono di essere, se riduco la mia vita alla ricerca realizzante dell’esperienza affettiva ed emotiva,  annullando ogni altezza, ogni desiderio, ogni nobiltà[12] (pragmatismo soggettivo anche di natura etica-religiosa [13], alla ricerca o all’attesa della morte e non della coerenza tra un significato oggettivo del mio essere uomo/donna  e la mia soggettività (affetti, emozioni, opinioni), come posso capire, amare, contemplare la bellezza  , in me , nell’altro/a, nella natura e costruire un mondo nuovo ?

©copyright Giuseppe R.Brera 2016  Ogni riproduzione non autorizzata è vietata

*Rettore Università Ambrosiana, Direttore della Scuola Medica di Milano

http://www.unambro.it

Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza

http://www.adolescentologia.it

Coordinatore Comitati Universitari per il NO al referendum

www.unicono.it

coordinamento@unicono.it

 

 

 

 

 

 

Onde gravitazionali  da “surfare”

Ex-sistere per vincere la partita

(per essere uomini, non molluschi ben adattati)

[1] L’iniziale scelta politica dei politici del Movimento “5 stelle”, movimento politico italiano, di non apparire in TV aveva questo senso ?

[2] Nell’Università Ambrosiana nel 1998 è nato il cambiamento storico di paradigma della medicina: “La medicina centrata sulla persona” e il nuovo concetto di salute,” Le migliori possibilità per essere la migliore persona umana”, all’origine del concetto di “Politica centrata sulla persona” presentati su invito all’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’autore di questo saggio nel 2011. L’ente, i cui corsi sono patrocinati dalla Regione Lombardia, invece di essere aiutato dal MIUR nell’innovazione, è stato ostacolato- anche in iniziative nazionali patrocinate dal CNR e da 9 Regioni Italiane, quali la I° Giornata Nazionale di Educazione alla scienza- e diffamato  in quanto ha denunciato la verità dell’inesistenza del valore legale dei Diplomi accademici, asseverato dalla legge 1592/1933 art 172 e dal documento del Senato n° 280 del Marzo 2011, dimostrando che il MIUR agisce con un potere autoreferenziale, denunciando penalmente “Ministro” e funzionari.  Il fallimento del sistema universitario e scientifico è la prova dell’interesse di questo governo e dei precedenti per i giovani e il futuro del paese. Leggasi   “ Il fallimento del sistema universitario e scientifico” e “Person Centered Medicine”  in www.unambro.it

 

[3] Leggasi l’expertize scientifico pubblicato su http://www.adolescentologia.it

[5] Operazione legislativo-culturale firmata dalla “democrazia “ dei “cristiani” (Leone.Andreotti,Anselmi,Bonifacio,Morlino,Pandolfi) con l’autorevole autorizzazione di Aldo Moro, di Giovanni Berlinguer, Bettino Craxi, Marco Pannella, Raniero Della Valle ) contro il pensiero di autorevoli esponenti della cultura italiana filosofico-politica come Norberto Bobbio, Carlo Casini o scientifica, escludendo l’agiografata Levi-Montalcini, Umberto Veronesi, Margherita Hack, le cui analisi sempliciotte, in questo campo, avevano lo spessore culturale di una gomma da masticare.

[6] Per “Genitalità” s’intende il suo significato psicoanalitico, cioè lo stadio adulto dello sviluppo psicosessuale che fonda rapporti interpesonali reciproci, riconoscenti basati su un affettività naturalmente inconsciamente motivata alla vita sessuale come scambio di doni. L’allegoria più chiara della “genitalità” è il rapporto della semina dell’agricoltore del campo fertile, secondo le leggi della natura, per raccoglierne i frutti. (leggasi per approfondire: Franco Fornari: Genitalità e cultura).

[7] 218 parlamentari italiani, capeggiati da un luminare dell’analisi politica, hanno firmato un disegno di legge legalizzante la droga e la sua coltivazione.

 

[8]  I ginecologi hanno inventato 5 pillole per il controllo della fertilità. La Società Italiana di Ginecologia, diretta da luminari della scienza medica, preoccupata delle richieste abortive delle adolescenti,  conduce nelle scuole corsi di educazione sessuale, senza alcuna base scientifica, diretta alle adolescenti e finalizzata all’uso della pillola anticoncezionale. La capacità scientifica di questi luminari del portafoglio vaginale, non conosce che l’uso della pillola anticoncezionale prima di 18 anni è un fattore di rischio al cancro al seno, che la pillola è pericolosa per la salute e che comunque che i figli nati da consumatrici assidue di pillola, sono molto più vulnerabili per ogni tipo di malattia. Questa gente di basso profilo non ha la minima idea né metodologia per l’educazione affettiva e sessuale nell’adolescenza e spesso è pilotata da psicologi la cui cultura di base è equivalente a quella di una capra con l’Alzheimer e che non hanno la minima idea del significato e del valore dell’adolescenza. (www.adolescentologia.it)

[9] Modo astuto per giustificare un fallimento politico. Gli immigrati inculturati sono una risorsa, non la finta accoglienza umana, finalizzata allo sfruttamento  di un’orda immigratoria, in cui l’Italia è di fatto complice di mercanti di schiavi e di un genocidio.

 

[10] L’ateo deve spiegare a se stesso da dove nasce l’idea della verità e perché l’uomo ha la possibilità di conoscerla, dove nasce la domanda d’amore, dove nasce la domanda di bellezza: sono frutto dell’evoluzione ? Ma vi sono scimmie più vecchie o molluschi umanoidi che non si pongono queste domande. Questi ultimi spesso prendono droghe, antidepressivi o cercano di non pensare nella musica, la comunicazione, lo stordimento da alcool e droghe, o smartphone, nella ricerca del  “fare sesso” (senza amore).

[11] “Essere,sapere,amare” (S.Agostino)

[12] Un atto puo’ considerarsi nobile se realizza un senso che lo trascende e va contro i propri interessi e i propri istinti o realizza un ideale nobile. La nobiltà dovrebbe essere nel DNA degli italiani e dell’Occidente :” Fatti non foste a viver come bruti ma a seguir virtute e canoscenza”.(Dante) Questo nel Medio Evo era espresso nel “ Chivalry Code” (codice della cavalleria) che andrebbe recuperato  :

 

Giuro di

 

  1. NON ABBANDONARE MAI LE ARMI
  2. CERCARE IL MERAVIGLIOSO
  3. QUANDO CHIAMATO, DI  DIFENDERE  I DIRITTI DEL PIU DEBOLE CON TUTTA LA MIA FORZA
  4. NON FERIRE NESSUNO
  5. NON ATTACCARE IL MIO PARI
  6. LOTTARE PER DIFENDERE IL MIO PAESE
  7. NON CERCARE NIENTE ALTRO PRIMA DELL’ONORE
  8. NON TRADIRE LA FEDE (cristiana) PER NESSUN MOTIVO
  9. METTERE IN PRATICA LA RELIGIONE IL PIU DILIGENTEMENTE POSSIBILE
  10. DARE OSPITALITA’ A CHIUNQUE , CIASCUNO SECONDO LE SUE CAPACITA’
  11. SE IN ONORE O IN DISGRAZIA FARE UNA RELAZIONE LA PIU FEDELE POSSIBILE ALLA VERITA  PER QUELLI CHE TENGONO GLI ANNALI

 

A queste belle parole,  aggiungerei:

 

12  CERCARE SEMPRE LA VERITA NEL PENSIERO E NELLA PAROLA E  CERCARE DI AFFERMARLA E  DIFENDERLA NELLE  ATTIVITA E NELLE RELAZIONI UMANE

 

 

[13] Limite della pragmatica della misericordia di Papa Francesco, senza possibilità ermeneutiche (interpretative). L’uomo si realizza nell’esperienza, anche nobile solo se la capisce, altrimenti si aliena e qualsiasi atto, fatto senza consapevolezza di un significato antropologico , si annulla nell’abitudine indifferente. Se l’uomo non sa che la misericordia è una forma dell’amore e non è capace d’amare perché immaturo affettivamente, questa non diverrà mai una struttura della sua esistenza, ma rimarrà solo un momento emotivo. Anche un prete “pedofilo” o omosessuale potrebbe essere convinto che il suo è un atto misericordioso per bambini o ragazzi carenti d’affetto.

 

© Copyright Giuseppe R.Brera 2016